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di
Gerry (26/09/2006 15.57.08) |
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Ilva: imprenditore muore stritolato |
Il terribile infortunio si è verificato ieri pomeriggio nel reparto Parchi primari. L'uomo è giunto cadavere all'ospedale SS. Annunziata. Oggi a Taranto i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm |
Vittima del lavoro. Ma questa volta, ironia della sorte, a morire in fabbrica non è toccato ad un operaio, ma al titolare di un'impresa dell'appalto Ilva, la Tecnocis impianti srl.
E' accaduto ieri pomeriggio poco dopo le 17.30, nell'area dei parchi primari dello stabilimento siderurgico. A perdere la vita nel tragico incidente è stato Luciano Di Natale, 55 anni, originario del Napoletano, ma residente a Taranto.
Ancora da chiarire la dinamica. L'unico dato certo è che l'uomo è finito inavvertitamente su un nastro trasportatore in marcia, rimando stritolato negli ingranaggi dell'impianto che trasporta fossile. Una morte atroce su cui stanno tentando di fare chiara luce gli ispettori dello Spesal Gennaro De Pasquale e Bruno Giordano, intervenuti sul luogo dell'incidente.
La Tecnocis stava effettuando un intervento di manutenzione sul nastro trasportatore A1/19. L'impianto era fermo e Di Natale si era recato in Ilva proprio per verificare l'andamento dei lavori. Per motivi ancora da chiarire l'uomo è caduto su un altro nastro trasportatore (A2/20) che invece era in esercizio e che corre parallelo a meno di un metro rispetto a quello in manutenzione.
Fatalità o mancato rispetto delle pratiche operative? Su questo dovrà fare luce l'inchiesta di polizia e Spesal. Questi ultimi, su disposizione del magistrato di turno, Vincenzo Petrocelli, hanno effettuato il sequestro di entrambi i nastri trasportatori.
Di Natale è stato immediatamente soccorso dai suoi operai e trasportato al pronto soccorso dell'ospedale SS. Annunziata dove, purtroppo, è giunto cadavere.
Si tratta del secondo infortunio mortale avvenuto nello stabilimento siderurgico, nel giro di poco più di un mese. Lo sottolinea Rocco Palombella, segretario generale della Uilm secondo il quale si tratta di “un bilancio insopportabile che ha bisogno di risposte concrete. Questo incidente si colloca nel cuore dell'iniziativa sindacale che vedrà il coinvolgimento dei segretari nazionali”.
Proprio ieri mattina, infatti, era proseguito il confronto tra Ilva e Fim, Fiom e Uilm sui temi della sicurezza. Un negoziato che continuerà il prossimo 2 ottobre.
“Abbiamo posto una serie di questioni all'azienda - ha detto Franco Fiusco, segretario generale della Fiom Cgil ionica - tra cui il rispetto delle pratiche operative, l'organizzazione del lavoro ed il ruolo dei capi. Non vediamo segnali di distensione da parte dell'azienda visto che due delegati della Fiom hanno ricevuto una lettera di contestazione per il solo fatto di essersi recati nella zona della cava a seguito di una segnalazione di alcuni lavoratori che lamentavano precarie condizioni di lavoro”.
In ordine all'incidente di ieri, Fiusco sottolinea che “si tratta dell'ennesima dimostrazione di come in fabbrica non vengono rispettate le pratiche operative. Se si lavora sui nastri, gli impianti devono essere fermi, invece la morte di Di Natale dimostra che le cose sono andate diversamente”.
Anche secondo Giuseppe Lazzaro, segretario generale della Fim Cisl provinciale, “il negoziato deve affrontare nodi rimasti insoluti. Nella riunione del prossimo due ottobre attendiamo dall'Ilva le risposte ai nostri quesiti”.
I rapporti in fabbrica, dunque, continuano a vivere momenti di grande tensione. E questa mattina i temi della sicurezza e dello sviluppo industriale saranno al centro dell'attivo unitario di Fim, Fiom e Uilm a cui interverranno i segretari generali nazionali Caprioli, Rinaldini e Regazzi.
“Nello stabilimento di Taranto - commenta Caprioli - esiste un problema legato alla sicurezza come dimostrano le elevate percentuali di infortuni, anche mortali. La nostra iniziativa ha proprio lo scopo di rilanciare le prospettive industriali del territorio in questo momento di grande difficoltà”.
Michele Tursi
michele.tursi@corgiorno.it |
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Fonte:
www.corgiorno.it |
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