Figurazioni incise
Acqueforti di Alberto Benvenuti
Taranto, Galleria Comunale - Castello Aragonese
20 dicembre 2005 - 3 gennaio 2006

Con il patrocinio del COMUNE DI TARANTO
Assessorato Cultura-Turismo-Spettacolo


ORARIO DELLA GALLERIA
feriale
17:00/20:00
festivo
10:30/12:30
 
17:00/19:00
chiuso
25 dic. 2005
 
01 gen. 2006
 
 
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Biografia dell'autore
Alberto Benvenuti nato a Taranto ha iniziato l’attività artistica da autodidatta. In seguito al suo trasferimento a Venezia per lavoro, ha continuato i suoi interessi artistici frequentando l’Accademia delle BB.AA. Si è diplomato al Liceo Artistico di Venezia specializzandosi, presso il Centro Internazionale della Grafica di quella città , in tutte le arti grafiche.
Ha partecipato con merito a molte collettive d’arte in Italia e all’estero e ha avuto recensioni sulle sue partecipazioni, in riviste e giornali nazionali, esteri e locali.
Documentazione della sua attività è reperibile presso l’Archivio Storico della Biennale di Venezia; ’Kunsthistorische Institut di Firenze; nel Repertorio degli Incisori Italiani del Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne di Bagnacavallo (Ra); presso la “Raccolta Sartori” di Mantova e presso la “Raccolta Bertarelli” di Milano.
E’ co-fondatore dell’Atelier Aperto del Centro Internazionale della Grafica di Venezia e Fondatore del Circolo Culturale Calcografico -3C- di Mestre Venezia.

 
Introduzione di Alberto Benvenuti [testo in corsivo]
Prefazioni di Girolamo Albano [presidente Ass. TarantoViva]
 

Nel lontano 1992, in occasione della consegna di un premio, fu chiesto all’amico Alberto Benvenuti cosa ne pensasse dell’arte, dell’arte sul foglio di carta... la sua risposta è nelle parole che seguono.

      E' molto difficile spiegare agli altri oltre che a me stesso cosa sia l'arte per me, perché ciò significa cercare di analizzare una parte del mio essere talmente profonda, talmente intima e irrazionale, da essere avvolta in una specie di pudore, di infantile imbarazzo.
    L'arte è una sorta di vitale, magico istinto, è dimenticarsi di mangiare, è alzarsi dal letto di notte per concretizzare una sensazione, un'idea, un'intuizione sul foglio di carta. L'arte è contatto fisico con il materiale che si adopera, è la violenza con cui si aggredisce il foglio, per averne risposta, per vedere se stessi, per riconoscersi.
    E' fatica, studio, sacrificio, libertà, gioia, stupore, nostalgia, dolce tenerezza nel ricordare come è avvenuto, ai tempi della mia giovinezza, il primo contatto con essa: nella mia terra (Taranto), con la mia donna, immerso nella natura (ndr. il mio primo quadro ad olio - 1953 al Galeso). I primi goffi tentativi di realizzare quello che il cuore, la mente, il corpo mi suggerivano. L'ansia di fare, la smania addirittura, di creare, di sentirmi vivo esprimendo me stesso. E ancora: la crescita, lo studio, Venezia e le sue seduzioni, l'irresistibile contagio della città ricca di storia, del bello ovunque, la razionalità insieme alla follia.
    L'arte è perdere la nozione del tempo e dello spazio, è smarrirsi, è estraniarsi e vivere in una dimensione diversa, fantastica e tutto con incredibile chiarezza. E' avere la possibilità di comunicare, è contraddizione, gioia e passione. E' Vivere !!!



A distanza di 13 anni l’artista tarantino mi ha approfondito il concetto nel testo di una e-mail le cui parole riporto fedelmente...

    Ecco caro Gerry cos'è per noi la vita: è un'eterna continua follia sempre alla ricerca di ....qualcosa da realizzare, un sogno, un dolore, una gioia,.......... mah ! alla fine siamo considerati dei pazzi..... ma innocui anche perché, per realizzare un'acquaforte (UNA dico bene), occorrono anche due/tre mesi di lavoro !
    Ciao Gerry e sempre in gamba !
    Alberto

 

---- LE ACQUEFORTI DI BENVENUTI ----


Contraddizione veneziana

Ecce Homo!

Elogio del silenzio
     

Flamenco

Gesł muore in croce

Ribellione
     

Riflessione

S.Sabina Nuraghe [Silanus]

S.Domenico [Taranto]
     

Castello Aragonese [Taranto]

Ponte Girevole [Taranto]

Urbis Genio Joannes Darius
     

Madonna S.M. della Salute [Venezia]

Ponte S.Gregorio [Venezia]

S.Barnaba [Venezia]
     
 
 
---- ALCUNE RECENSIONI SU ALBERTO BENVENUTI ----
... questo tarantino di nascita e veneziano di adozione sembra aver assorbito i moderati accenti della scuola veneta, fondendoli con quelli accesi della sua terra d’origine
(da “Il Resto del Carlino” - dicembre 1984 – G. Giordani)
... pittoricamente forte l’uso dell’acquatinta di Benvenuti, i paesaggi e le figure sembrano portare dentro le lastre la drammaticità della sua terra d’origine: il Sud..
(da “Venezia Viva” - giugno 1993 – R. Licata)
... ha proposto la sua interpretazione di otto stagioni della "Via Crucis", incise all'acquaforte-acquatinta, colpiscono l'osservatore inusuale, essenzialeimpostazione, l'espressività dei volti, il rilievo ottenuto col sapiente uso del chiaroscuro. La serie ha avuto il plauso del Patriarca di Venezia Card. Marco Cè...
(da “L'Assassino” - maggio 2001 – C. Bertolino)
... acquaforte e acquatinta un pò algida nel riflesso del ponte nel canale (ndr. Venezia: Canale de le Sechere), ma aerea sul fondo, dove con pochi segni della punta l'autore fa risaltare il degradare dei grigi.
(da “non solo Bianco e Nero” - giugno 2005 – G. Schialvino)
... Benvenuti è poeta, a volte, di una memoria quasi proustiana, avolte di una coscienza civile, perchè è òegato a un forte impegno morale, "...." La sua tematica preferita è la nostalgia, ma spesso si ricorda delle guerre, delle violenze, ed allora incide scene drammatiche, dove gli innocenti, spesso il bambino, la madre, il vecchio, sono umiliati se non uccisi spietatamente (vedi le incisioni sulla ex Jugoslavia).
(da “Il Gazzettino” - novembre 1993– M. Stefani)
... Otto tavole ad acquaforte - acquatinta nella "Passione di Gesù secondo Marco" sono fatte con un realismo trasfigurato, dove vi è un bagliore metafisico. Il dolore e la pietà sono ben espressi nei volti di Gesù e degli apostoli. Un simbolismo religioso fortissimo appare nella rappresentazione ricca di emotività e di commossa partecipazione con il segno.
(da “Il Gazzettino ” - aprile 1998– M. Stefani)
... interessanti i paesaggi di Alberto Benvenuti, vibranti nei toni, nell'accurata sensibilità. Anzi la sensibilità tonale è il lato più evidente del suo modulo e non da trascurare dato che concorre in modo diretto alla realizzazione complessiva.
(da “Il Narciso ” - novembre 1971– G. Gasparotti)
... qualche figura e vedute di Venezia che Alberto Benvenuti realizza con consumate tecniche incisorie ed una sensibilità tonale da "peintre graveur"...
(da “Il Gazzettino ” - novembre 1991– E. Di Martino)
... Alberto Benvenuti è cosciente che l'arte dell'incisione è anche arte pittorica. Il bianco e nero in questi suoi fogli, eseguiti in modo virtuoso, è luce nel contempo ombre. La sua tematica opera, per esempio, sull'intimismo di una bicicletta, portata in chiave di nostalgia, oppure si sposa ad un paesaggio dicembrini veneziano. Certi fogli paiono pagine di diario, stampe precise, complete, testimoniano le capacità di un artista di scuola.
(da “Forma e colore” - 1991 – P. Levi)
 

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