ASSOCIAZIONE TARANTOVIVA
via Emilia n°223 - C.A.P. 74100 – Taranto
Cod.Fisc. 91037960126
Alla Provincia di Taranto
- Ufficio Ecologia
Alla Unione dei Comuni di Montedoro
- Ufficio del Presidente
- Assessorato Qualità della vita – Sanità – Ecologia – Ambiente
- Assessorato Governo del territorio
- Assessorato Periferie – Viabilità e traffico
- Assessorato Programmazione culturale – Pubblica Istruzione – Beni culturali - Turismo
Al Comune di San Giorgio Jonico
- Ufficio del Sindaco
- Assessorato qualità della vita
- Assessorato Programmazione Culturale – Pubblica Istruzione – Beni Culturali – Turismo
Al Coordinamento Provinciale Guardia Forestale di Taranto
Al Comando Provinciale dei Carabinieri di Taranto
Al Comando Carabinieri di San Giorgio Jonico
Al Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Lecce
- LORO SEDI -
Taranto, 31/03/2005
L’Associazione TarantoViva, costituitasi nell’anno 2003 e avente sede in Taranto alla via Emilia n° 223, intende con la presente segnalare alle SS.VV. lo stato di precarietà e pericolosità cui versa la zona facente parte del territorio dell’unione dei Comuni di Montedoro e del comune di San Giorgio J. e che andiamo qui più specificatamente ad indicare:
1 Zona del Monte Sant’Elia, tra San Giorgio J. e Roccaforzata.
- Località “Tagghiate”; grande area di proprietà comunale che si estende per oltre trenta ettari alle pendici della collina, lungo la strada che da San Giorgio porta verso Pulsano. Luogo di assoluta rilevanza ambientale e culturale. Si tratta di una grande cava non più in esercizio da molti decenni e spontaneamente rinaturalizzatasi. Per secoli ha rappresentato insieme all’agricoltura la risorsa occupazionale e produttiva della comunità locale. Il Comune qualche anno fa ha mostrato la volontà a valorizzare questo luogo. Sono stati spesi soldi (Leader II) per attrezzare il Parco con percorso ginnico, illuminazione, giochi per bambini e il necessario per una normale fruizione. Al momento non esiste più nulla di tutto questo. Abbandonato all’incuria di vandali che hanno provveduto ad asportare via tutto e distruggere quanto non removibile. Oggi si presenta come una discarica abusiva.
- Lo sterrato che costeggia le Tagghiate ed arriva fino ad un’altra cava tutt’ora attiva si presenta degradato con presenza di rifiuti pericolosi e materiale di risulta edilizio (eternit).
- Sentiero che dalla cava scende verso Sud-Est ai piedi del rilievo murgese.
Zona di riferimento: limite di recinzione sud-ovest con relativo cancello di accesso del futuro Parco Archeologico di Monte Sant’Elia.
Frantoio ipogeico destinato nell’idea progettuale a centro di accoglienza e a spazio espositivo lasciato all’incuria tra detriti di ogni genere fra i quali eternit.
2 Territorio nel Comune di Faggiano
Poco prima di giungere nei pressi della zona in cui si svolge il Presepe Vivente di Faggiano, peraltro rappresentazione molto suggestiva, vi è presenza di rifiuti pericolosi lungo il sentiero. C’è la volontà a preservare la zona da discariche abusive. Ci sono dei cartelli di divieto in tal senso, ma non sono sufficienti. Parte dei rifiuti sembra essere stata rimossa ultimamente.
3 Pineta tra Roccaforzata e Faggiano.
Presenza di rifiuti di vario genere e amianto.
4 Sterrato che da San Giorgio arriva a Roccaforzata (attraverso la dorsale)
- Tra la cava e Roccaforzata notevole presenza di amianto oltre a detriti di ogni genere e materiale di risulta edilizio.
- Vasca di raccolta acqua per irrigazione; cancelli di accesso divelti e in generale stato di abbandono. Potenzialmente area pericolosa per chiunque accidentalmente scivoli all’interno.
- Parco Archeologico Sant’Elia di Roccaforzata(con finanziamenti europei).
Resti di insediamento ipogeo dell’Età del Ferro, strutture murarie di età greca e settori di necropoli attribuibili ad un periodo che va dal VI sino al III secolo A.C.
Regna l’abbandono e il vandalismo. Il fuoco ha distrutto i percorsi in legno che collegavano la parte bassa con la sommità del colle.
- Ex caserma della Marina Militare (prima Masseria Belvedere); attualmente bene del demanio in vendita. Potrebbe risultare utile in tema di riqualificazione e valorizzazione ambientale.
A seguito delle segnalazioni rivolte all’Associazione TarantoViva da parte di diversi cittadini, il giorno 21 marzo 2005 il sig. Pietro Battista,consigliere di TarantoViva, accompagnato dal sig. Domenico De Bartolomeo, residente in San Giorgio Jonico, si recava presso la zona succitata al fine di constatare lo stato dei luoghi attraversati dal “Parco”. Lo stesso sig. De Bartolomeo ci metteva al corrente che già in passato, più di una volta, aveva fatto presente alle autorità competenti del comune di San Giorgio Jonico lo stato di abbandono e degrado in cui si trova la zona; infatti egli essendo un escursionista accanito e appassionato di mountain bike, molto di frequente, con la sua famiglia, amici e gruppi di appassionati come lui si recano in quella zona per godere di tale patrimonio ambientale e culturale a pieno. Inoltre ha cercato tramite stampa locale in più occasioni di risvegliare la sensibilità dei suoi concittadini.
Durante la visita il sig. De Bartolomeo ci ha consegnato un CD contenente un filmato e fotografie dei luoghi nei loro scorci più significativi allo scopo di informare della gravità della situazione il presidente dell’Associazione TarantoViva, sig. Girolamo Albano, e le autorità competenti affinché si provvedesse immediatamente alla bonifica e recupero dei luoghi.
Le fotografie prodotte nei luoghi oggetto della segnalazione sono allegate alla presente in formato digitale (.jpg) su supporto CD-ROM.
Per quanto sopra dichiarato, l’Associazione TarantoViva nelle persone del presidente, sig. Girolamo Albano, del segretario, dott. Roberto Petrachi, del consigliere, sig. Pietro Battista
C H I E D E
1. che vengano poste in essere tutte le iniziative e le azioni, anche legali, affinché vi siano un’immediata bonifica ed un adeguato recupero dei luoghi;
2. che vengano coinvolti, se necessario, tutti gli enti e le istituzioni (Comune, Azienda Sanitaria Locale, Comitati, Associazioni, privati etc.), che possano far sì che le azioni di bonifica e recupero avvengano nel più breve tempo possibile e nella totalità dell’area;
3. che vengano effettuati i controlli necessari sulle zone limitrofe allo scopo di rilevare violazioni alle norme in materia di edilizia abusiva ed in materia sanitaria e di segnalare quant’altro di irregolare verrà riscontrato;
4. che vengano individuate, nei paraggi, aree consimili al fine della bonifica delle stesse e della tutela della salute pubblica.
Si allega CD-ROM contente filmato e fotografie in formato .jpg
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