Venerdì 22 Aprile 2005 … ancora ‘Facoltà d’Ingegneria’ a Paolo VI Taranto.
Si, dopo 15 mesi la struttura del Politecnico di Bari, Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale, ci ha ospitato nuovamente grazie alla sensibilità del Preside, prof. Lorenzo Liberti, così come fece in occasione del ‘Primo Convegno TarantoViva’ lo scorso Gennaio 2004 … il tema è sempre lo stesso: la questione ambientale a Taranto e nello specifico come noi tutti possiamo impegnarci per migliorare la situazione.
L’Associazione TarantoViva, all’indomani del patto d’intesa e del nuovo assetto istituzionale del territorio, ha promosso questa iniziativa volta a favorire l’incontro della città, rappresentata dalle Associazioni Ambientaliste, con le Amministrazioni Comunale, Provinciale e Regionale, con l’Industria, con le Organizzazioni Sindacali, con la ASL e l’Università, per discutere della situazione ambientale e delle prospettive.
Già il 10 gennaio u.s. in occasione della trasmissione RAI “La radio ne parla”, abbiamo fatto il punto della situazione. Con questo incontro avremmo voluto che le voci della radio si incontrassero intorno ad un Tavolo, insieme alle altre Associazioni ed alle Aziende per dare continuità ad un percorso già da tempo intrapreso dalla nostra Associazione.
Non a caso ho scritto ‘avremmo voluto’ perché mentre l’adrenalina di noi tutti saliva prima dell’inizio della manifestazione si cominciavano a registrare le assenze di coloro che POSSONO e DEVONO dare risposte e prendere impegni concreti per il bene della città.
E così, come già evidenziato in un comunicato diramato agli organi di stampa in data 23 Aprile u.s., prendiamo atto delle assenze ed esprimiamo un profondo rammarico per il mancato confronto. In sostanza avremmo voluto una risposta migliore dalle Istituzioni.
Infatti le Amministrazioni mancavano a livello politico: il Comune di Taranto ha delegato l’ing. Primerano (consulente); la Provincia di Taranto ha delegato il dott. Loperfido (consulente); la Regione Puglia era assente.
Per l’Industria gli inviati erano E.N.I., Ilva e Cementir: l’E.N.I. era presente con tre tecnici (Mammola, Picardi e Boccardo); l’ILVA ha declinato l’invito; la Cementir era assente.
Altra assenza grave da registrare è stata quella dell’A.R.P.A..
E così fra uno stravolgimento e l’altro della scaletta degli interventi si è iniziato a parlare.
Ha iniziato il dott. Michele Conversano, responsabile del Dipartimento di prevenzione del Asl/Ta1, evidenziando come negli ultimi 30 anni i tumori siano raddoppiati nei comuni di Taranto Statte, Massafra, Montemesola e Crispiano. Ha inoltre denunciato il fatto che ad oggi le emissioni sono in minima parte monitorate e che nessun accordo può prescindere dal fatto di sapere, tramite un organismo terzo, cosa esce dall’Ilva perché altrimenti non potremo mai sapere qual è il reale impatto sulla salute.
E’ stato poi il turno del prof. Luigi Lopez, preside del corso di laurea in Scienze Ambientali, ammonendo che se le attuali condizioni ambientali persisteranno entro un decennio sarà il disastro e che si auspica un contributo delle Istituzioni. La parte fondamentale nell’affrontare questa questione deve essere la salvaguardia della salute e non il costo; in breve, se serve spostare il parco minerale ci si adoperi per spostarlo.
Ha poi preso la parola il dott. Emidio Loperfido, consulente della Provincia e rappresentante della CISL, che ha criticato chi è deputato a fare prevenzione dicendo che andrebbero fatti rilievi del microclima all’interno dell’azienda e che Taranto è un cantiere aperto in materia ambientale. Inoltre è del parere che qualora si voglia spostare i parchi minerali, qualora si risolvano tutti i problemi legati alla disponibilità dell’impresa, in quel momento ci dovrebbe essere una nuova valutazione dell’impatto ambientale, quindi occorre molto tempo, quindi non si può fare.
E’ intervenuto il prof. Alessandro Marescotti, responsabile dell’Associazione Peacelink, esprimendo profonda delusione per il patto d’intesa con cui si sono di fatto presi impegni blandi ed tolte le castagne dal fuoco a Riva senza alcuna garanzia in cambio. Inoltre ha denunciato il fatto che, visti i dati dei rilevamenti delle centraline, qualcuno di notte continua, approfittando del buio, a fare quello che non si può fare di giorno.
Finalmente è la volta del padrone di casa, il prof. Lorenzo Liberti, preside del Facoltà di Ingegneria Civile ed Ambientale, dicendo che bisogna rendere unidirezionali questi passi poiché è difficile che un solo soggetto possa risolvere problemi, occorre la concertazione. Come noi di TarantoViva rileva che continua a mancare l’interlocutore principale a questi incontri e cioè l’Ilva.
Parla di Carta Costituzionale che contiene la tutela dei diritti dei cittadini il dott. Franco Sebastio, Procuratore della Repubblica. C’è un diritto assoluto su tutti ed è quello alla salute, alla vita; esso non è suscettibile di contemperamento, è un principio di civiltà. E si domanda fino a che punto si potrebbe accettare una malattia e fino a che punto si potrebbe accettare la morte … in una battuta, qualcuno POCO POCO si potrebbe ammalare, qualcuno POCO POCO potrebbe morire. E conclude dicendo che la ecocompatibilità può essere contemperata ad esempio dal diritto all’occupazione ma se il discorso entra nella tutela della salute entriamo nel contesto dei compiti fondamentali della repubblica e della società civile e cioè tutelare, difendere la vita.
Alle critiche al patto d’intesa recentemente firmato a Bari si unisce Maurizio Sarti, responsabile di Legambiente, ma anche Dante Capriulo, consigliere comunale, che lo reputa insoddisfacente rispetto alle esigenze della città. Ha parlato di difficoltà di consultazione dei dati sull’inquinamento, della grave assenza dell’A.R.P.A., del ricatto occupazionale che è un forte condizionamento e sul modo con cui saranno spesi gli ormai famosi 56 milioni di Euro.
In rappresentanza dei mass-media ha parlato Michele Tursi, giornalista del Corriere del Giorno, sperando che il patto d’intesa da tanti definito un primo passo sia in avanti e non indietro visto che i contenuti non gli paiono esaltanti. Nulla è stato fatto a 4 mesi dalla firma nascondendosi dietro la mancata pubblicazione delle BAT ed infine si è dichiarato deluso dalla passata campagna elettorale visto che nessun candidato ha portato avanti la tematica ambientale.
Il dott. Pietro Chirulli, vicepresidente dell’Assindustria, ha richiamato la necessità di tutelare l’ambiente anche con piccoli gesti ed in chiusura è intervenuto l’ing. Roberto Primerano, unico rappresentante e consulente del Comune di Taranto, soffermandosi sul malfunzionamento della rete di monitoraggio del Comune.
In aula è da segnalare la presenza di tante associazioni (ANED, Attac, Chiesa Valdese, Cittadinanza Attiva, Comitato Tamburi, Italia Nostra, Servizio Civile del Comune di Cristiano, Taranto Sociale), di alcuni politici (Angelici, Bruno, Lorusso, Raimondi, Vico) oltre a tanti simpatizzanti di TarantoViva.
E’ nostro intento mantenere viva la discussione … la questione ambientale non è affatto chiusa anzi tutt’altro … nell’incontro qualcuno ha definito il patto d’intesa un ‘primo passo’ altri hanno detto che bisogna ‘correre’ … noi di TarantoViva crediamo che bisogna ‘fare in fretta’ … i dati sui tumori parlano chiaro e le soluzioni auspicate nel terzo atto d’intesa paiono a noi insufficienti … è un messaggio chiaro che DEVE arrivare alle Amministrazioni e soprattutto all’Ilva.
Girolamo Albano
Associazione TarantoViva
www.tarantoviva.it