NO alla nave dei veleni!
 
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Come se non bastasse, come se già non fossimo vessati da innumerevoli problemi Taranto continua a porgere l'altra guancia tra il silenzio di amministrazione e organi competenti.
E' di qualche giorno fa la notizia, anticipata il 10 novembre dal quotidiano 'Secolo XIX', che vuole Taranto ancora più legata alle scellerate politiche industriali dell'Ilva in un rapporto serva-padrone. Stando all'articolo del 'Secolo XIX', tra l'altro mai smentito da nessun rappresentante dello stabilimento siderurgico che sta a capo all'ing. Riva, Taranto dovrebbe ospitare rifiuti provenienti dal centro siderurgico di Cornigliano.
Lì, dove le istituzioni non giocano a fare solo la voce grossa, il sindaco di Genova Pericu ha richiesto la discussione di alcuni punti di un contratto siglato con il gruppo Riva ottenendo non solo la chiusura di un altoforno della struttura, ma anche la possibilità di rendere pubblica l'area che rimarrebbe dunque inutilizzata. Tutto il materiale che si trova nei pressi dell'altoforno affronterà un viaggio via mare che lo condurrà sulle rive dello Jonio, sembrerebbe solamente un allegro tour turistico, peccato che i turisti che viaggeranno per le nostre acque, e che pare siano felicemente aspettati al varco, siano ancora rifiuti.
Beh sì, perchè Taranto nelle classifiche nazionali potrebbe accaparrarsi quell'agognato primo posto come discarica. Non solo umiliati dallo stabilimento in loco, ma ad appesantire il carico ci pensa anche qualcun altro. "Il materiale che giungerebbe sulle rive dello Jonio altro non è che loppa, sostanze da riutilizzare nel processo produttivo!" - tuonano così i rappresentanti del centro siderurgico.
Ciò che è evidente è che Taranto continua a subire smacchi indecorosi:
Riva ha trovato nella nostra già troppo villipesa terra una sorta di 'paese dei balocchi'?
Sappia però che non si trova di fronte dei poveri ciuchi, con tanto di orecchie e coda.
Ha di fronte uomini, cittadini, lavoratori che ormai, sono costretti a prendere il posto di chi fa finta di non sentire.
E per il bene nostro e dei nostri figli, che ogni giorno ci inventiamo e trasformiamo assessori, sindaco e vice-sindaco, chiedendo chiarezza e rispetto, dal momento che chi può, da una parte e dall'altra, si chiude
nel silenzio.
Ribadiamo, dunque, il nostro deciso NO, ALLA NAVE DEI VELENI!!!
 

Studio 100 Notizie - edizione del 29/11/2004
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Cornigliano: aree gratis a Riva e rifiuti a Taranto
- tratto dal quotidiano ‘Secolo XIX’ del 10.11.04

Una cauzione per l'altoforno
CORNIGLIANO: Riva pagherà una multa se non spegne l'impianto, ma si libera di ogni spesa. A Taranto i rifiuti industriali Tutti i punti del «contratto» proposto da Pericu all'Ilva

Nessuna spesa per l'Ilva, cauzione sullo spegnimento dell'altoforno, spostamento a Taranto dei rifiuti industriali.
Ecco punto per punto il «contratto finale» che gli enti locali hanno proposto all'Ilva per sbloccare la trattativa sulle acciaierie di Cornigliano.
Claudio Riva ha già detto, alla fine del vertice dell'altro ieri in Comune, di essere favorevole in linea di massima:
«Così si risolverebbero i problemi, non resterebbe altro da fare che aspettare il governo».
E la nuova intesa, già consegnata dal sindaco Giuseppe Pericu al sottosegretario Gianni Letta, da una parte concede forti agevolazioni all'imprenditore, dall'altra lo obbliga a firmare importanti garanzie per il superamento della siderurgia a caldo.
Il «contratto finale», ovviamente, va allegato ai due accordi che dettano legge sulla riconversione di Cornigliano: quello del novembre 1999 e quello del fabbraio 2004.
Per realizzare il piano servono 190 milioni di euro: 130 li hanno messi i governi dell'ulivo cinque anni fa; gli altri 60 devono arrivare da Palazzo Chigi in questa Finanziaria.
Il primo punto del «contratto» scritto da Pericu dice per la prima volta chiaramente che la grande transazione sulle aree sarà a costo zero:
«L'indennizzo per la rinuncia alle concessioni da parte di Ilva (su 1,3 milioni di metri cubi di terreno fino al 2050) e il corrispettivo per la costituzione del diritto di superficie (per 99 anni su 636 mila metri) si compensano integralmente».
Riva resta gratuitamente per un secolo sulla metà delle aree che oggi occupa in concessione. Ma all'Ilva questo non era bastato:
il diritto di superficie ha un costo impositivo elevato e queste tasse l'industriale ha sempre detto di non essere disponibile a pagarle.
Quindi ecco il passaggio dell'intesa:
«La spa pubblica per le bonifiche si obbliga a sostenere l'eventuale costo dell'imposta di registro sull'indennizzo e sul diritto di superficie».
È la neutralità fiscale chiesta dall'Ilva, che però, senza decreto del governo, sarà a carico degli enti locali. Per contro, Ilva dovrà versare «una fideiussione da 1,5 milioni di euro a copertura dell'obbligo di spegnimento dell'altoforno».
Una multa che pende sulle casse di Riva nel caso non spegnesse l'impianto fusorio entro sei mesi dalle firme definitive.
Sull'infrastrutturazione dell'area, il contratto parla genericamente degli impegni del governo sulla nuova strada a mare di ponente e sul terzo binario ferroviario, mentre entra nei dettagli sugli «oneri a carico della spa per le bonifiche per le nuove recinzioni delle aree, per indirizzare le utenze verso i nuovi confini dello stabilimento, per realizzare il nuovo ingresso a nord delle acciaierie». Probabilmente, poi, Aeroporto spa si accollerà «le spese per l'ingresso merci a ponente».
Risolto con uno scambio il contenzioso che avrebbe obbligato Riva a smantellare e ricostruire altrove le sale di pompaggio: queste aree resteranno all'Ilva (4.500 metri) che restituirà aree di uguali dimensioni più a ponente. L'Ilva dovrà invece abbattere la sua centrale termica ed eventualmente ricostruirla altrove, purché sia alimentata unicamente a metano. La spa potrà comprare energia per il futuro distripark o per cedere alle nuove attività.
Infine, la spinosa questione dei rifiuti industriali.
Riva ne ha ammassate diverse tonnellate sulle aree da restituire alla città e fino a pochi giorni fa si rifiutava di smaltirle a spese proprie. Visti i vantaggi ottenuti sui precedenti punti, Riva si impegna invece a «trasferire il tutto via mare allo stabilimento di Taranto»: operazione da oltre 10 milioni di euro. Ma la spa per le bonifiche, come recitava l'accordo del 1999, «potrà dare un contributo tra il 30 e il 50%».

Giovanni Mari


Rifiuti industriali Ilva da Cornigliano a Taranto?
- tratto dal quotidiano ‘Corriere del Giorno’ del 30/11/2004

Niente affatto, al massimo si tratta di loppa e di altro materiale che verrà riutilizzato nel ciclo produttivo.
Così, il Gruppo siderurgico spiega le notizie circolate in ordine all'accordo siglato a Genova per lo spegnimento di un altoforno e la restituzione al Comune delle aree occupate dall'impianto.
Un'intesa che, secondo quanto riferito nei giorni scorsi dal “Secolo XIX”, prevederebbe anche il trasferimento a Taranto di diverse tonnellate di materiale presenti sulla zona occupata dall'altoforno.
Mentre in Puglia ed a Taranto, Regione e Comune, sembrano aver messo in soffitta la questione ambientale, in Liguria ed in particolare a Genova, gli Enti locali mettono l'Ilva alle corde.
Nei giorni scorsi il sindaco del capoluogo ligure Pericu, infatti, ha discusso con il Gruppo siderurgico i punti del contratto che porterà nei prossimi mesi allo spegnimento dell'altoforno dello stabilimento di Cornigliano ed alla restituzione dell'area occupata dall'impianto.
Un'intesa che potrebbe coinvolgere anche Taranto, dove, stando a quanto riferito nei giorni scorsi dal Secolo XIX, sarà stoccato il materiale che si trova in prossimità dell'altoforno.
Di cosa si tratta? Secondo il quotidiano ligure si tratterebbe di rifiuti industriali che dovrebbero essere trasportati via mare nelle discariche dello stabilimento ionico.
Ma la notizia non ha trovato alcuna conferma negli ambienti Ilva. Anzi, secondo l'azienda siderurgica il materiale a cui si fa riferimento è composto da loppa e altri residui di lavorazione che potranno essere riutilizzati nel ciclo produttivo.
Nessun carico di rifiuti industriali, secondo l'Ilva, ma solo uno spostamento di sostanze (ancora tutto da definire nei tempi e nei modi), che non finirebbero in discarica (se non in minima parte), ma che andrebbero ad alimentare il ciclo produttivo dello stesso stabilimento.
Quello delle bonifiche delle aree compromesse da un punto di vista ambientale è, comunque, un problema che nei prossimi anni interesserà da vicino il nostro territorio. A cominciare dal Mar Piccolo e dall'ex yard Belleli, infatti, l'area ionica sarà interessata dalla rimozione di milioni di metri cubi di tonnellate di fanghi (assimilabili ai rifiuti speciali), che dovranno essere smaltiti. Dove e come? In larga parte finiranno in discarica.
Un business vasto e redditizio a cui molti operatori del settore guardano già con grande interesse.


Comunicato del CUB di Taranto del 10/12/2004

Il CUB di Taranto (Confederazione Unitaria di Base) chiede agli organi competenti, Guardia Di Finanza, NAS, di intensificare i controlli nell'area portuale di Taranto, di tutte le navi in arrivo da Genova con mittente ILVA o destinatario la stessa, per scongiurare l'arrivo di rifiuti (tossici o altro) dalle acciaierie di Cornigliano.
Ancora una volta ILVA, continua a fare accordi in barba a tutte le leggi vigenti in questo Stato.
Finalmente, Riva ha trovato il paese dei sogni, dove, quasi non ha pagato l'intero stabilimento e in compenso riceve servizi e soldi come piovessero dal cielo: 60mlioni euro (ultimi) stanziati dalla Regione Puglia.
Ora per lui, un nuovo interesse sembra raffiorare all'orizzonte, togliersi qualche grattacapo da Genova.
L'allarme è lanciato da un articolo apparso sul quotidiano "IL SECOLO XIX",
gli Enti Locali non fanno sentire la loro voce.
L'annunciato progetto dell'Ing Riva, di portare rifiuti (ancora nn si sa di che genere) da Cornigliano a Taranto a chi giova?
Taranto, ancora una volta, si troverebbe a far i conti con l'impatto di questa nuova attività di trattamento e smaltimento dei rifiuti.
Sarà il regalo di Natale?
L'augurio di buon Anno nuovo?
Noi Tarantini non abbiamo bisogno di questi ulteriori regali da parte di Riva.
Che i rifiuti di Cornigliano rimanessero a Genova, Taranto ha già il suo negativo posto 102° da mantenere. E' a quanto pare non vogliamo perderlo!!!

Pertanto si invitano gli enti locali e la direzione ILVA a chiarire e dare una valida spiegazione su cosa sta per accadere, onde evitare di ritrovarci nuovamente ad accogliere le varie "Navi dei Veleni".
F.P.

Segreteria CUB Taranto - Piazza Medaglie D'Oro 1


Il resto non ci tocca sapere...

Cosa c'è da nascondere per quanto riguarda i rifiuti provenienti da Cornigliano??
La domanda, preoccupazione, che Taranto oggi si pone appare ancora più fondata viste le ultime vicende accompagnate dal completo mutismo da parte di tutti i mass-media, da parte delle amministrazioni stesse (COMUNALE, PROVINCIALE, REGONALE.)
Cosa c'è da nascondere per indignarsi cosi tanto da non informare i cittadini di Taranto sulla natura di questi rifiuti?
Siamo in pieno delirio.
L’unica smentita che non si tratti di rifiuti (misteriosi) proviene da ILVA, asserendo che si tratta di LOPPA.
Dalla parte del Cittadino ?
NESSUNO!!
La dichiarazione di Ilva non viene verificata.
Si parla perfino di “Trasporto in Mare ” per rendere la “cosa” ECOLOGICA, ma quanti di questi rifiuti si perderanno strada facendo?
Ma TARANTO non ha il diritto di sapere in anticipo?
O serviremo solo come serbatoio di voti quando il danno sarà fatto e i vari “Salvatori della Patria” ci faranno scendere in Piazza?
E' corretto il comportamento di RIVA ?
che lo vede impegnato ad indire riunioni e accordi lontano da Taranto,
senza coinvolgere il consiglio comunale in questa delicata questione?
E' certo soprattutto, che Taranto sia dotata della compatibilità di impianti per questo tipo di rifiuti?
O come al solito andrà a finire a Tarallucci e vino?
Le opposizioni politiche, le maggioranze, “LA TRIPLICE” dov’è?
Ecco. Questo è un altro spaccato della nostra “tARANTO”, con la t minuscola. Guidato da una borghesia "illuminata", di destra o di sinistra non importa, che detta a tutto il corpo sociale, dalla culla alla bara, le sue proprie regole di comportamento. E non accetta critiche ed opposizioni. Salvo che dai suoi padroni…..
Il resto non ci tocca sapere…
F.P.
CUB TARANTO
Piazza Medaglie D’Oro 1
0997325291


Ultimora del 18/12/2004

Corriere del Giorno del 09/01/2005

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