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Taranto:
gli uomini, il mare... la vita |
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Le relazioni degli
studenti della "1a D" del Liceo Scientifico "A.Righi" |
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| IL DEGRADO DELLE COSTE A TARANTO |
| Impressioni sulla mostra fotografica "Taranto: gli uomini,
il mare, la vita" |
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| Gli studenti della 1a D del Liceo Scientifico
Tecnologico "Augusto Righi" di Taranto |
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Il 4 Ottobre siamo andati alla
biblioteca comunale a visitare la mostra fotografica intitolata
"Taranto: gli uomini, il mare, la vita". Abbiamo iniziato
la nostra visita firmando il quaderno dei visitatori, dopo ci
siamo
avvicinati alle fotografie molto interessanti. Erano fotografie
che ritraevano le bellezze delle nostre coste, posti come Saturo,
il fiume Galeso, il Cervaro, la sua foce, il vicino ex-convento
dei Monaci Battenderi, le viste magnifiche del Mar Piccolo ed
anche del ponte girevole, abbinate a magnifici tramonti. Altrettanto
interessanti sono le foto del porto di Sant'Eligio. |
Francesco Stallo |
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“Taranto: gli uomini, il mare... la
vita”. E' questo il titolo della mostra fotografica prensentata
il 4 ottobre 2003 nella biblioteca comunale di Taranto. Questa
mostra è stata organizzata dalla associazione Taranto
Viva. Questa associazione si è proposta un obiettivo:
quello di denunciare la grave situazione delle coste e del mare
tarantino. Sabato 4 ottobre, accompagnati dal prof. Marescotti,
siamo andati alla biblioteca comunale per osservare questa mostra.
Essa era divisa in tre sezioni ben distinte: la
prima, dedicata alla città e alla bellezza del suo mare;
la seconda dedicata al rapporto fra i taratini e il loro mare;
la terza centrata sul degrado delle coste. Abbiamo visto fotografie
di uomini che passano un'intera vita dedicata al mare; in queste
foto il mare appare non solo come uno sfondo ma come un modo
di vivere. La terza sezione è quella che costituisce
il vero obiettivo della mostra in quanto è dedicata al
degrado della costa: vi erano foto che parlavano da sole, che
vogliono essere un invito alla riflessione.
Infatti, se i tarantini si sentono ancora legati alla città
e al mare, hanno anche il dovere di salvare e proteggere il
loro mare e il loro territorio, affinchè la città
e la vita delle persone diventino decorose e dignitose. Taranto
è un' area a rischio ambientale: sui due mari grava il
pericolo che l'industria pesante e il trrasporto navale, sia
civile che militare, provochino danni irresversibili. La costa
è in più parti deturpata dagli scarichi e da costruzioni
abusive (incredibile è l'esempio di Marechiaro dove la
sabbia è stata completamente ricoperta da rifiuti). Taranto
è anche una città piena di storia e monumenti
dell'antica Magna Grecia; purtroppo, molte volte i monumenti
devono essere ripuliti da quintali di rifiuti. La
caduta delle polveri dell' ILVA rende dannosa la vita nel quartiere
Tamburi, che è molto più vicino allo stabilimento
rispetto al resto della città.
Continuando così il mare e la costa, ma in generale tutta
l'area urbana, finirà col diventare (o forse lo è
già) discarica per l'industria, rendendo Taranto una
città invivibile.
Ma a Taranto c'è anche quanche passo positivo nella giusta
direzione: una delle tante pinete sul mare è stata recuperata,
cioè il parco Cimino.
L'intento dell'associazione Taranto Viva è quello di
sollecitare gli amministratori a proseguire ed a accelerare
l'opera di bonifica e di recupero dell'area tarantina. Io spero
che questa associazione riesca a
raggiungere il suo intento. |
Claudio Teodoro |
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Sabato abbiamo vissuto una emozione bellissima
e nello stesso tempo istruttiva. Infatti siamo andati alla biblioteca
comunale per l'apertura della mostra fotografica sul degrado
delle coste della città di Taranto. La
giornata si è aperta alle ore 9.30 e, dopo aver ascoltato
alcuni consigli su come ci si comporta fuori dalla scuola, ci
siamo incamminati per la strada che ci ha portato alla biblioteca.
Nel cammino in fila per due il professor Marescotti ha cominciato
a parlare dell'importanza della biblioteca; all'improvviso il
professore ci ha chiesto, per alzata di mano, quanti di noi
erano andati precedentemente alla biblioteca: nessuno ha alzato
la mano. Io come gli altri miei compagni non ero andato mai
in una biblioteca e ho capito, per un momento, che noi giovani
nella nostra vita abbiamo bisogno di leggere molto sia per avere
una buona cultura e una buona informazione sia per comprendere
molte cose o avvenimenti che accadono normalmente nella città
o in tutto il mondo. Al nostro arrivo alla biblioteca alle ore
10.15 il professore ci ha consigliato di scrivere sul blocco
appunti gli orari di apertura e di chiusura della biblioteca
(Lunedì 14.30 - 19.30, dal Martedì al Venerdì
8.30 - 19.30 , Sabato 8.30 -13.30 ) per chi volesse eventualmente
ritornarci e visitare la mostra e leggere libri.
Una volta entrati all'interno della biblioteca abbiamo notato
tre file di 60 scatti fotografici che illustravano il degrado
che incombe sulla nostra città. Ogni fila di foto conteneva
al suo interno un messaggio della
associazione ambientalista "Taranto Viva ", che si
è incaricata di denunciare la fonte della produzione
o di spargimento di rifiuti tossici.
L'associazione mira ora a mostrare al pubblico e a far capire
a noi cittadini di Taranto quanto danno causano le industrie
e l'accumulo di rifiuti sparsi sul suolo o in mare. Abbiamo
letto nella mostra che "il mare è una ricchezza
immensa a volte inutilizzata e a volte deturpata, ma ancora
a portata di mano. Tocca a tutti noi averne cura, accrescerla
e farne la nostra forza per il futuro". E anche: "Vogliamo
essere un invito alla riflessione... perché se ci emozioniamo
ancora di fronte alla superba bellezza della nostra città
e del nostro mare, se sentiamo ancora vivo il legame con questi
luoghi, allora abbiamo anche il dovere di risanare questo territorio
e di rispettarlo":
Dopo aver letto questi messaggi, un mio compagno ha fatto una
buona considerazione sulla disposizione delle foto: ogni fila
era contornata da un colore diverso, azzurro, giallo, verde.
Infatti l'azzurro indicava tutte le foto del degrado marino,
il giallo le foto del degrado del terreno e il verde faceva
da contorno alle foto sui rapporti tra gli uomini e il mare.
Alle ore 11.30 abbiamo iniziato la conferenza con i rappresentanti
dell'associazione "Taranto Viva". Tra il pubblico
della sala vi erano due personaggi di spicco: il rappresentante
della Capitaneria di Porto di
Taranto e il sostituto dell'assessore Fago. Un portavoce di
un'altra associazione ambientalista ci ha parlato del degrado
della nostra città e ha sottolineato che unendo le forze
con Taranto Viva riusciranno a contrastare il degrado.
Uno dei rappresentanti della associazione Taranto Viva ci ha
parlato che la zone più colpita dal degrado a Taranto
è Lido Silvana. Lì molte persone che trasformano
la spiaggia in una tendopoli e si formano tantissimi rifiuti
che difficilmente vengono assorbiti dall'ambiente. Ad esempio
le sigarette senza filtro vengono assorbite dall'ambiente in
3 mesi, un barattolo di Coca Cola 3 anni, una bottiglia di plastica
1000 anni. Va ricordato inoltre che Lido Silvana ha subito lo
spaventoso incendio nella stagione estiva del 2001 e ora nel
2003 ancora nessuno ha mosso un dito per far rinascere Lido
Silvana.
Però in tutta la conferenza spicca un aspetto positivo
di Taranto: vicino al mar Piccolo una zona è stata trasformata
in parco dove ora vivono molte forme di flora e fauna protette
e dove le persone vanno a trascorrere una giornata indimenticabile
con la propria famiglia. Durante la conferenza i rappresentanti
di Taranto Viva hanno ceduto la parola al pubblico presente
in sala. E' intervenuto il professore Marescotti che ha parlato
di Internet come luogo dove inserire le foto scattate da Taranto
Viva. Su Internet si
possono mandare anche i testi delle denuncie scritte per far
vedere a tutti la lotta che si sta compiendo contro il degrado
ambientale. |
Virgilio Quero |
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Oggi ci siamo recati alla Biblioteca Comunale,
accompagnati dal nostro professore d'Italiano Abbiamo partecipato
alla mostra fotografica organizzata dall'associazione "Taranto
Viva". Il tema discusso è stato il
degrado ambientale. Questo ha fatto nascere delle curiosità,
per cui ci sono state molte domande da parte degli studenti.
Tramite le foto che abbiamo potuto osservare, abbiamo potuto
notare che l'inquinamento su tutta la fascia terrestre e marina
si è molto aggravato, così si stanno prendendo
seri provvedimenti.
Nella conferenza si è potuto parlare del degrado delle
coste, tra le quali ne ricordiamo quella di "Mare Chiaro",
che è molto inquinata. Ma non è l'unica... Ricordiamo
il fiume Galeso che è inquinato.
Molti stabilimenti balneari che erano in città, come
per esempio i "Bagni Nettuno", hanno dovuto chiudere
proprio a causa dell'inquinamento. Va poi ricordato che Taranto
è inquinata dall'industria siderurgica. Taranto è
la prima città a rischio tumorale e le vittime molto
spesso sono i bambini, con leucemia, cancro alle ossa o ai polmoni.
Infatti il verde diminuisce sempre più, ma aumentano
i casi di cancro. E' una situazione che sta degradando, senza
che si prendano provvedimenti, malgrado le iniziative di Legambiente
o del WWF.
Non basta la raccolta differenziata dei rifiuti, i riscaldamenti
a metano o maggiori filtri in alcune fabbriche. Bisogna essere
accorti nei piccoli gesti quotidini e capire che un nostro piccolo
errore potrebbe inquinare,
con seri danni all'ambiente. |
Vincenzo Martinelli |
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Sabato 4 ottobre 2003 il professore Marescotti
ci ha condotti alla biblioteca comunale per farci vedere una
mostra fotografica sul Degrado Ambientale. La mostra non parla
solo del degrado ambientale ma cerca anche di mettere in evidenza
la bellezza delle nostre coste.
La mostra vuole evidenziare che Taranto è la città
dei due mari, entrambi suggestivi, poetici, pescosi.
Taranto è il luogo dove l'aria profuma di salsedine.
Taranto ha il mare limpido della litoranea costellata di spiagge,
con dune e macchia mediterranea.
Ma Taranto è anche un'area a rischio ambientale: sui
due mari grava il pericolo che l'industria pesante e il trasporto
navale (sia civile che militare) di materiale inquinante provochino
danni irreversibili. La costa è
in più punti deturpata da discariche abusive, che talora
contengono persino sostanze tossiche come l'amianto. Vi sono
poi gli scheletri di altrettanto abusive costruzioni, la cui
demolizione è evidentemente un processo lungo ed oneroso.
Le spiagge bianche e le dune dal sapore esotico subiscono purtroppo
l'incuria dei bagnanti più disattenti che le usano come
portacenere o pattumiere. A Taranto spesso i monumenti sono
trascurati e capita che i siti archeologici debbano essere ripuliti
da quintali rifiuti. Con la mostra "Taranto: gli uomini,
il mare.... la vita", l'associazione Taranto Viva si propone
di cominciare un percorso indirizzato a sviluppare sia la
discussione su questi temi, sia gli urgenti e speriamo rapidi
interventi sul territorio, a partire da quelli che ognuno di
noi singolarmente può attuare nel suo quotidiano. |
Cesare Simeone |
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Sabato 4 ottobre siamo andati a vedere una
mostra allestita nella biblioteca comunale sita nel piazzale
Bestat di Taranto. Al nostro arrivo abbiamo trovato il dottor
Scafa, uno degli allestitori della mostra. Egli è iscritto
all'organizzazione Taranto Viva, un'associazione che si occupa
dei problemi ambientali che affliggono la nostra città.
La mostra intitolata "Il degrado delle coste" vuole
mettere in evidenza la
brutta situazione in cui si trovano i litorali tarantini. Inoltre
intende portare alla luce del sole la situazione di abbandono
di alcuni monumenti e chiese.
Grazie all'ausilio di all'incirca 60 foto suddivise per colore,
si fanno notare alcuni aspetti fondamentali della Città
dei due mari. I colori scelti per allestire la mostra sono tre:
il celeste, il verde e il giallo. Il celeste racchiude tutte
immagini bellissime di Taranto e del suo splendido mare, il
verde fa notare il legame molto stretto tra il mare e i suoi
abitanti e infine con il giallo si vuole denunciare la bruttissima
situazione del nostro mare. Dopo aver visitato lo stage fotografico
siamo entrati in una sala dove il presidente dell'associazione
dottor Girolamo Albano ha voluto coinvolgere tutti i presenti
in una discorso sulla situazione del nostro mare. I presenti
hanno partecipato con molta attenzione facendo vari interventi
e
dimostrando la propria opinione su questa mostra. Della nostra
classe io, D'Andria e Martinelli abbiamo voluto fare alcuni
interventi. Io particolarmente ho voluto far notare come la
suddivisione per colore ideata
dalla signora Portulano facesse comprendere ancora meglio le
caratteristiche più importanti della nostra città.
Durante gli interventi sono venuti alla luce anche altri aspetti
di Taranto come la delinquenza, il vandalismo e il problema
dei ratti che infestano oramai quasi tutta la città.
Dato che i fondatori dell'associazione Taranto Viva sono tarantini
non residenti si è voluto anche far notare il fatto che
chi non vive nella nostra città nota di più i
problemi che l'affliggono mentre chi ci vive nota di meno questi
problemi oppure li nota e fa finta di niente.
Le zone più inquinate sono le zone del Lungomare (nel
quale sfociano due scarichi urbani), la zona del fiume Galeso
e la spiaggia di Marechiaro dove i cittadini, non curanti del
danno che potevano causare alla città, hanno creato vere
e proprie discariche a cielo aperto.
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Cosimo Battista |
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Sabato 4 ottobre assieme al nostro professore
ci siamo recati alla biblioteca comunale. Prima che incominciasse
il dibattito abbiamo visto la mostra fotografica che era suddivisa
in tre colori diversi: il BLU, il VERDE e il GIALLO.
Nella fascia colorata di BLU vi erano fotografie che mostravano
immagini del meraviglioso mare di Taranto.
Nella fascia colorata di VERDE vi erano fotografie che mostravano
il rapporto tra gli abitanti di Taranto e il mare.
Nella fascia colorata di GIALLO vi erano fotografie sul degrado
delle scogliere di Taranto.
L'associazione Taranto Viva è una associazione di giovane
costituzione, composta da tarantini letteralmente innamorati
della propria città e del tutto determinati a contribuire
attivamente alla sua vita e al suo sviluppo, a partire dal richiamo
ad una maggiore attenzione all'ambiente osservato da
diverse angolature:
- l'ambiente visto come luogo di vita civile e come tale da
mantenere decoroso e dignitoso affinché decorosa e dignitosa
sia la vita di chi ci abita, ci lavora, ci trascorre il suo
tempo libero;
- l'ambiente visto come risorsa, ossia come luogo ideale per
attività di pesca, di commercio marittimo, industria
nautica, di turismo;
Si tratta di una mostra fotografica che rappresenta la bellezza
delle nostre coste e delle nostre acque spesso deturpata da
abitanti senza il minimo scrupolo e senza il rispetto delle
elementari regole sia del vivere civile che, a volte, della
buona amministrazione.
Le nostre coste e il nostro mare sono in serio pericolo. Nel
tratto di costa tra il Tramontone e Mon Reve esiste una discarica
abusiva sotto gli occhi di tutti di dimensioni mostruose:
calcinacci, siringhe, lattine, bottiglie e oggetti di ogni tipo.
Questa discarica abusiva è stata fotografata ed è
stata denunciata. |
Marco Lincesso e Cosimo Calasso |
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L'associazione Taranto Viva vuole che noi
cittadini tarantini facciamo foto di zone di discarica abusiva
per denunciarle alla questura affinché si prendano giusti
provvedimenti.
Sul dibattito tutti hanno espresso un pensiero. C'era chi diceva
che bisognava ad incominciare dai più piccoli ad insegnare
la pulizia ambientale. O chi voleva punire chi produce inquinamento
sulle coste e sulle
zone naturalistiche. Secondo me bisogna come inizio pulire spiagge
ed altre zone inquinate per poi salvaguardarle.
Ma purtroppo con l'Ilva e i cittadini disattenti non si riuscirà
mai a sconfiggere questo male dell'inquinamento marino e costiero
ma andrà sempre peggio. |
Cosimo Lo Cascio |
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La nostra città, Taranto, è
stata uno dei principali siti della Magna Grecia e ne è
tuttora la maggiore testimonianza; ma pian piano Taranto sta
diventando una zona a rischio ambientale a causa dei cittadini
che creano delle vere e proprie discariche a cielo aperto nelle
vicinanze delle spiagge. La causa, però, non è
solo questa; contribuisce a tutto ciò l'industria siderurgica
più grande d'Europa, che con i suoi scarichi,
sommati a quelli fognari, forma in mare un deposito di scorie
tossiche e logicamente inquinanti. La mostra fotografica inizialmente
nasce solo per questo, per denunciare pubblicamente il degrado
delle zone costiere. Il fotografo Giulio Capilli ha aggiunto
poi alla sua raccolta altri scatti, che ritraggono altri lati
della città, come ad esempio il lato naturalistico: emozionanti
tramonti, fiumi costeggiati dalla vegetazione, paesaggi che
sembrano disegnati e antiche chiese. Con queste immagini l'autore
vuole dimostrare che per i suoi concittadini, il mare non è
solo lo sfondo di un paesaggio, ma è un modo di vivere
e di pensare; ma vuole mostrarci anche ciò che stiamo
avvelenando e distruggendo, e vuole farcene rendere conto con
queste stupende "cartoline" . Un'altra sezione di
foto rappresenta invece il rapporto che c'è tra i tarantini
e il loro mare: foto di pescatori che lavorano quotidianamente
in mare, scorci della città vecchia, zona in cui il mare
è quasi tutto per chi ci abita. Nelle foto si tende quasi
a sottolineare lo sfruttamento del mare da parte dell'uomo.
Infine le crude e imbarazzanti immagini che ritraggono il degrado
ambientale sulle coste, e non solo lì, causato dall'inciviltà
di chi non ama la propria città.
L'esempio più eclatante è Marechiaro, zona che
anni fa veniva considerata balneare, è ora un deposito
di rifiuti con tanto di materiali tossici, elettrodomestici
rotti e arrugginiti, strutture iniziali di case abusive
abbandonate... Tutti dettagli che l'autore non lascia inosservati.
L'organizzazione "Taranto Viva" approfitta quindi
del dibattito per affermare che Taranto ha bisogno dell'aiuto
di tutti i suoi cittadini per superare questo problema, responsabilizzandoli
e rendendoli partecipi.
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Francesco Castronovo |
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