Noi dell’Associazione TarantoViva abbiamo
segnalato lo stato di precarietà e pericolosità
dovuto alla presenza di una discarica abusiva sulla scogliera
tra il Tramontone e Mon Réve, all’estrema periferia
del Comune di Taranto. |
Circa un anno fa, ci fu una denuncia da parte
di 19 cittadini ai Vigili Urbani di Talsano in cui si segnalava
ciò che oggi ancora è presente su quel tratto
di costa tarantina. |
All’epoca PeaceLink nella persona di
Alessandro Marescotti invitò chiunque si trovasse da
quelle parti a diventare ‘ecosentinella’ armata
solo di macchina fotografica digitale …
Ma che si è fatto da allora?
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Nulla a quanto pare ed il racconto di seguito
ne è la prova!!! |
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Il 7 agosto 2003, Gianluca Lombardi, residente
in Taranto al quartiere Tramontone e socio TarantoViva, passeggiava
con amici sul quel tratto di scogliera da Tramontone, appunto,
a Mon Réve constatando con stupore (mica tanto poi) la
presenza di una discarica abusiva. |
Dopo una lunga perlustrazione del luogo, tra
l’altro di dimensioni decisamente vaste, riconosceva tra
i rifiuti quanto segue: |
- elettrodomestici (TV, lavatrici, frigoriferi,
caldaie, forni etc.);
- materiale edile (calcinacci, cemento, mattoni, pietre etc.);
- oggetti di terza natura (preservativi, siringhe, bottiglie,
lattine, fusti, pneumatici etc.);
- carcasse di equini e cani;
- catrame e olii combustibili sugli scogli a ridosso del mare;
- colate di cemento sugli scogli;
- pannelli di amianto per uso edile.
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A seguito dell’individuazione della
discarica abusiva lo stesso Gianluca nella mattinata dell’8
agosto 2003 produceva 21 fotografie immortalando gli scorci
più significativi del luogo allo scopo d’informare
della gravità della situazione l’associazione e
le autorità competenti affinché si provvedesse
immediatamente alla bonifica del luogo. |
A seguito della gravità e dei pericoli
derivanti dalla presenza di materiali nocivi a ridosso di luoghi
abitati e di balneazione, nella mattinata dell’11 agosto
2003 una delegazione di noi si è recata presso gli uffici
degli organi competenti per consegnare ad personam un esposto
contenente la segnalazione della discarica con allegata documentazione
fotografica dei luoghi. |
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Distesa di calcinacci |
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E’ stato consegnato il tutto ai seguenti
uffici:
- Capitaneria di Porto di Taranto (Ufficio Demanio, Ufficio
di Polizia Giudiziaria);
- Comune di Taranto (Ufficio del Sindaco, Assessorato alle Periferie,
Assessorato alla Salute, Ecologia, Sanità
e Ambiente);
- Questura di Taranto;
- Prefettura di Taranto.
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Prima di consegnare il tutto agli organi competenti,
ci rechiamo ancora una volta sul posto e con le opportune precauzioni
(mascherina, guanti e sacchetto di plastica chiuso ermeticamente)
preleviamo frammenti di pannelli di amianto.
Comincia così il ns peregrinare …
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Arriviamo in Capitaneria di Porto, riusciamo
ad essere ricevuti dal responsabile di turno, un capitano di
corvetta, che interessatissimo alla vicenda vede le fotografie,
riconosce i frammenti di amianto grazie al contenuto del mio
sacchetto e ci chiede i ns numeri telefonici in previsione di
un’imminente sopralluogo.
E' stato molto disponibile, diceva che si sarebbe rivolto anche
alle autorità sanitarie ma ad oggi non abbiamo saputo
nulla …
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Siamo giunti così in Palazzo di Città,
richiediamo di essere ricevuti dal sig. Sindaco o da un suo
rappresentante ma, ahimè, ci siamo dovuti accontentare
di consegnare il tutto ad una segretaria che protocolla il ns
esposto e freddamente ci dice che a breve il materiale sarà
recapitato al Sindaco ed agli Assessori alle Periferie, Sanità,
Ecologia, Ambiente e Salute. |
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Eccoci in Prefettura, come ultima tappa …
Ci sbagliamo ed invece di salire al 5° piano sede degli
uffici, ci fermiamo al 2° in cui ci sono gli uffici della
Questura. Ironia della sorte, il responsabile in turno, un ispettore,
si è subito interessato al nostro caso e dopo averci
preso le generalità ha chiesto notizie di TarantoViva
complimentandosi per il ns operato e felice di darci una mano.
Proseguiamo ed arriviamo all’archivio di Gabinetto della
Prefettura, dove un signore molto simpatico prende in consegna
l’esposto con l’allegato CD contenente le fotografie
e ci assicura che l’indomani mattina sarebbe tutto sulla
scrivania del Prefetto.
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Ovviamente nessuno, dico nessuno degli organi
competenti, ha voluto accettare il regalino che con tanta cura
avevamo portato in dono: un frammento di amianto. |
Mattinata piena la nostra, una mattinata sottratta
alle famiglie ed al relax della spiaggia … ma contenti
della grande disponibilità mostrataci e consci di aver
fatto il nostro dovere ognuno di noi è ritornato umilmente
alle proprie case. |
Durante la consegna dell’esposto, l’Associazione
TarantoViva ha reso comunque noto ai propri interlocutori che
sarebbero state attivate tutte le iniziative affinché
il luogo oggetto della discarica potesse essere immediatamente
bonificato e messo sotto custodia per il futuro, sensibilizzando
gli enti e i cittadini, primi fautori del decoro delle nostre
coste e del nostro mare tramite i mass-media.
Abbiamo altresì fatto presente che con la nostra denuncia
non si è voluto dare inizio ad una lotta senza quartiere,
bensì s’intende farne un mezzo atto alla sensibilizzazione
della coscienza di tutti coloro i quali, nel corso degli anni,
hanno reso invivibile un luogo così bello e ricco di
storia.
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Amianto: lamiere di Eternit a ridosso
del mare ed in prossimità dei bagnanti |
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E’ passato Ferragosto …
Si sa, in quei giorni i giornali non li legge nessuno …
si è troppo impegnati a sporcare le spiagge allestendo
assurde tendopoli nonostante i proclami delle pubbliche amministrazioni
che dicono che ‘non permetteranno campeggi e fuochi in
aree non autorizzate’ (le solite frasi). Ridicolo, davvero
ridicolo … e poi certi sindaci si lamentano perché
gli viene consegnata la bandiera nera dalla Goletta Verde di
Legambiente.
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Finiti i festeggiamenti … l’inquinamento
non va mai in vacanza … comunichiamo la ns denuncia a
tutti i giornali e devo dire che la cosa è andata oltre
la più rosea previsione.
Infatti la stampa locale ha dato ampio risalto alla notizia,
di come ragazzi riuniti in un’associazione hanno sbattuto
la storia in faccia agli organi competenti nonostante si sapesse
cosa c’era in quei luoghi e nonostante molti nel tempo
abbiano fatto finta di niente nascondendo la testa sotto la
sabbia come gli struzzi.
I giornali TarantoSera, Corriere del Giorno, Gazzetta del Mezzogiorno
e Quotidiano hanno pubblicato le nostre fotografie ed addirittura
l’emittente televisiva Studio 100 ci ha intervistati in
loco … anche amici residenti fuori Taranto ci hanno potuto
vedere grazie ad un passaggio di quel TG su Puglia Channel,
canale satellitare ed unico appiglio (Internet a parte) che
parte di noi emigranti abbiamo con la nostra città!
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E’ proprio durante quella intervista
che ci siamo resi conto che stavamo facendo la cosa giusta …
Mentre con Gianni Sebastio si disquisiva su ciò di cui
avesse bisogno quel tratto di costa assistevo a scene assurde.
Persone, fra cui bambini, che facevano tranquillamente il bagno
con detriti ed amianto alle loro spalle … uomini, padri
di famiglia, che pescavano incuranti del pericolo fra cui ho
riconosciuto pure un consigliere comunale che candidamente mi
ha detto che era davvero un problema grave. Assurdo, tutto ciò
ha dell’assurdo …
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Il cranio di un cavallo tra rifiuti
di vario genere |
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Grazie alla segnalazione di una responsabile
del sito www.corsivo.it veniamo a conoscenza di un incontro
che si sarebbe tenuto la sera del 20 agosto alle ore 21 tenuto
presso la parrocchia Regina Pacis di Lama (TA):
- argomento, degrado delle coste;
- interlocutori, l’Assessore alle Risorse del Mare dott.
Fabio Fago, il presidente della circoscrizione sig.
Leno, il parroco e l’Associazione Tre Terre.
Quale migliore occasione per sensibilizzare la salvaguardia
dell’ambiente ai cittadini del posto… quale migliore
occasione per coinvolgere anche l’assessorato alle risorse
marine e cercare risposte alle domande che noi di TarantoViva
ci poniamo ogni volta che ritornaniamo sulle nostre belle coste...
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Decidiamo di andare ed armati di buona volontà
e del ns esposto corredato del CD contenente le foto aspettiamo
che tutti abbiano detto la loro … c’era una platea
per la verità scarsa in numero di persone e noi eravamo
‘solo’ ospiti.
Tutto d’un tratto succede l’incredibile per un associazione
che nata da poco (lo statuto è datato 8 giugno 2003 e
la prima iniziativa risale al 19 luglio 2003) …
L’assessore si accorge della ns presenza, riconoscendoci
presumo grazie all’intervista trasmessa in TV nel pomeriggio,
e ci invita a parlare, a dibattere, ad esporre ciò che
noi abbiamo in mente … a noi che eravamo lì provenienti
dalla prov. di Varese, Roma, Padova e Bologna (una piccola delegazione
formata grazie ad un piccolo passa parola) si offriva l’occasione
di parlare con i ns concittadini, con un’istituzione tarantina
e con un’associazione locale che ha il sangue agli occhi
per la continua non-risoluzione dei problemi più volte
segnalati e che non trova neanche più spazio nei giornali.
L’emozione era tanta ma alla fine la gente era con noi,
con i nostri argomenti, con l’entusiasmo che le nostre
parole aveva trasmesso sottolineando più passaggi con
applausi e consensi, i consensi di gente comune (i più
in dialetto) che si è davvero ‘scocciata’
di vedere sfregiata la sua terra ed il suo mare!
Alla fine l’assessore Fago si è reso disponibile
per altri eventuali incontri e ci ha fornito notizie su quella
zona … si, il tratto di costa fra Tramontone e Mon Réve
trasformato in una discarica abusiva alla portata di tutti.
Ci disse che quella zona è proprietà privata e
che loro, come Comune, non potevano impegnarla con ruspe e camion
se non dopo una diffida in cui si intimano i canonici 15 gg
pena addebito spese e relativa multa.
Bene, quella lettera di diffida è partita ed i 15 gg
sono passati abbondantemente …
L’Associazione TarantoViva è ancora in attesa di
una comunicazione, di una telefonata, di un segnale …
la parte pessimista di noi è scettica sull’arrivo
di questa bella notizia anche perché risulta, da fonti
sicure, che la discarica è ancora lì e nemmeno
un centimetro cubo di detriti è stato spostato.
In questi giorni abbiamo provato a contattare l’assessore
e se riceveremo anzi se Taranto riceverà l’ennesimo
due di picche si partirà a testa bassa con la denuncia
in Procura.
Speriamo di evitare l’ennesima denuncia, lo speriamo davvero
…
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Agli occhi dei più, può sembrare
che TarantoViva abbia lanciato il sasso e nascosto la mano …
che noi ci siamo fatti belli davanti a giornali e TV e che poi
abbiamo tagliato la corda vigliaccamente così come vigliaccamente
ci accusano d’aver lasciato Taranto. |
No, cari amici … |
Come detto precedentemente, molti di noi risiedono
a Taranto ed assicuriamo tutti che la cosa andrà avanti
fino a quando la discarica cesserà di esistere e fino
a quando non verificheremo un maggiore controllo sul territorio
perché non accadano più scempi come Tramontone,
Mon Réve, Lama o Marechiaro … tutte zone che vorremmo
vedere belle come il risorto Parco Cimino! |
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