"LA QUESTIONE AMBIENTALE A TARANTO: |
SUOLO
IMPROPRIA GESTIONE DELLA RACCOLTA
DEI RIFIUTI E CONTAMINAZIONE DEL TERRITORIO
Relatore:
PROF. DE GIORGI
(operatore
della formazione e consulente ambientale)
IL
RAPPORTO DELL’UOMO CON I PROPRI RIFIUTI Le forme di gestione alternative – l’educazione ambientale |
| E’ da questo rapporto che occorre partire per costruire un percorso storico che ci porta alla situazione attuale. |
| Due sono gli aspetti che dobbiamo valutare: |
| 1) la nascita dei prodotti usa e getta; |
| 2) la diffusione degli imballaggi. |
| Per quanto riguarda il primo aspetto occorre partire da due ragioni … |
| a) la nostra mancanza di tempo da dedicare agli oggetti alla loro manutenzione e alla loro pulizia per cui troviamo molto più comodo disfarcene subito dopo l’uso invece che accudire a tutte quelle incombenze connesse con la manutenzione dell’oggetto, a partire dalla lavatura dei piatti di ceramica anziché usare quelli di carta. |
| b) la seconda ragione è di carattere economico nonostante siano stati fatti dei passi avanti nella legislazione di alcuni paesi della unione europea per introdurre il principio della responsabilità estesa del produttore, cioè per rendere chi mette in circolazione un prodotto responsabile dell’arco di tutto il suo ciclo di vita del prodotto e non della fase di produzione ed distribuzione però tutto sommato ancora adesso succede che mettendo in giro dei prodotti usa e getta, si introducono soltanto rifiuti soltanto dei rifiuti, cioè prodotti che sono destinati a diventare nel breve tempo rifiuti senza che il produttore si debba far carico dei costi dello smaltimento, mentre i costi lo smaltimento ed eventuale riciclo ricade solo su i comuni e sulle Amministrazioni locali che si trovano tra l’altro sempre a corto di risorse e quindi si crea uno squilibrio a tutto vantaggio di meccanismo che è destinato a produrre sempre più rifiuto. |
| Non bisogna demonizzare il problema dell’uso e getta perché occorre fare un giusto investimento affettivo su alcuni oggetti come un libro, certi vestiti o un gadget, e non su tutti gli altri. |
| Si può rilevare che la nostra è una società di consumo che vede un moltiplicarsi di oggetti con cui entriamo in contatto, un antropologo ha detto che mentre una famiglia tipica del popolo pueblo che vive in Messico o nel Nord america nella casa aveva circa 300, una famiglia tipica europea occidentale nel nostro secolo ha in casa propria non meno di 6.000 oggetti quindi non è necessario che tutti questi 6.000 oggetti possano essere investiti della stesa carica affettiva ed emotività, la seconda cosa che il termine usa e getta c’è un pochino un equivoco che il problema non é tanto che noi ci sbarazziamo di un oggetto dopo averlo usato, ma dove va a finire dopo che noi ce ne siamo sbarazzati, un conto è buttarlo nell’immondizia perché vada a aggiungere al mucchio dei rifiuti che vanno a finire in discarica o inceneritore, un conto e restituirlo a chi l’ha prodotto che ha anche le tecnologie, il now how ed anche le attrezzature per riciclarlo, riutilizzarlo e rimetterlo in circolazione e quindi il problema è garantire in qualche maniera che per i prodotti di cui noi ci vogliamo disfare subito o più in la possibile nel tempo ci sia comunque predisposti canali attraverso i quali siano rimessi in circolo come materiale, come energia o addirittura nella forma originaria e in alcune delle loro singole componenti nel ciclo produttivo in modo di ridurre al massimo il prelievo di risorse dall’ambiente e la produzione di rifiuti che ritornano all’ambiente. |
| Per quanto riguarda il secondo aspetto dobbiamo considerare che i consumi passano per il sistema delle marche e della grande distribuzione, le merci sono rivestite di involucri, pellicole colorate, immagini affascinanti: l’imballaggio. |
| Scatole, flaconi, barattoli… non più di quarant’anni fa, acquistavamo le uova avvolte nella carta dei giornali o lo zucchero. |
| Chi ricorda il colore carta da zucchero, oggi assai diffusa come definizione? |
| Essa si riferisce proprio
al colore del cartoccio usato per consegnare al cliente lo zucchero sfuso.
Questo è il passato. Ma a cosa serve l’imballaggio? |
| Il confezionamento degli alimenti e, in generale, di tutte le merci, garantisce l’igiene e la sicurezza, facilita l’immagazzinamento e la distribuzione. Oltre alla protezione, l’imballaggio ha il compito di riproporre, attraverso la forma, il colore, le scritte e il marchio, l’immagine del prodotto che la pubblicità ha presentato. Quindi anche l’imballaggio non va criminalizzato. Ma il problema è che una volta esaurita la sua funzione esso diventa rifiuto e quindi va ad alimentare la massa sempre in aumento della spazzatura. |
| La produzione dei rifiuti urbani nel 2001, in Italia, si attesta a 29,4 milioni di tonnellate, con un incremento, rispetto al 2000, pari all’1,6%. La raccolta differenziata, nel 2001, ammonta a circa 5,1 milioni di tonnellate pari al 17,4% della produzione totale con una crescita della quota percentuale, rispetto al 2000, del 3%. |
| In termini assoluti, l’incremento, il più elevato dell’intero quinquennio 1997-2001, risulta superiore alle 940.000 tonnellate. Con due anni di ritardo sono, pertanto,conseguiti, a livello nazionale, gli obiettivi fissati dal D.Lgs 22/97 per il 1999. Ma la performance non è identica su tutto il paese. Se infatti il Nord Italia s’attesta con il 28, 6%, con un dato brillante della Regione Veneto che sfonda il 40%, l’Italia Centrale registra un 12,8 %, mentre il Sud, fanalino di coda registra appena il 4,7%. Taranto sta al 7%. |
| Per quanto riguarda quindi lo smaltimento è ancora la famigerata discarica il sistema più usato. Difatti se guardiamo i dati relativi allo smaltimento: il 67,1% è stato destinato in discarica, l’8,7% sono stati inceneriti con o senza recupero di energia, il 12,7 % ad impianti di selezione della frazione organica, secca e CDR (combustibile da rifiuti), il 5,8 ad impianti di compostaggio della frazione separata (raccolta differenziata pura) per la produzione di compost per l’agricoltura, il 5,7 ad altre forme di recupero. |
| Quale può essere la forma di gestione ottimale della gestione dei rifiuti? |
| Intanto prendiamo ad esempio la raccolta che si fa attualmente: la gestione aggiuntiva. Vale dire cassonetti per il rifiuto da discarica e tanti altri cassonetti per le frazioni riciclabili. L’esperienza dimostra che tali manufatti (cassonetti) non intercettano quanti considerevoli. Intanto va precisato che la norma comunitaria ed italiana oramai ha sancito in modo preciso i principi: |
| o responsabilità del produttore (chi inquina paga); |
| o attuazione della gerarchia basata: |
| a. sulla prevenzione dei rifiuti; |
| b. sul recupero nelle sue tre forme di: reimpiego, riciclaggio, recupero energetico; |
| c. ed, infine, dallo smaltimento sicuro dei soli rifiuti che non presentano alcuna altra possibilità di trattamento. |
| La raccolta aggiuntiva quindi rappresenta un retaggio da superare. Difatti l’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, già nel 1999, diceva: |
| ……in sostanza, i sistemi di raccolta sin qui utilizzati in gran parte del Paese, nati in maniera per così dire episodica al di fuori di una visione strategica complessiva, possono essere considerati aggiuntivi” rispetto ai tradizionali circuiti di raccolta del rifiuto tal quale. Risultano quindi separati dai circuiti stessi dal punto di vista dell'organizzazione dei servizi: si basano su una presenza abbastanza rarefatta di manufatti distribuiti sul territorio di competenza (di norma “campane” o cassonetti, in qualche caso piattaforme di conferimento), con rendimenti decisamente modesti (almeno rispetto agli obiettivi che oggi impone la normativa). |
| Se guardiano alcune esperienze, diamo forza a quest’analisi. |
| Prendiamo l’esempio del Comune di Mazzecane (prov. di Verona), di 4.921 abitanti. In quel comune (dato del 1997) la raccolta si è fatta solo con i cassonetti, con cinque modalità, residuo secco, organico, carta, vetro-alluminio, plastica. Quindi, nonostante una buona separazione di tutte le frazioni, la percentuale riscontrata è del 14%. |
| Viceversa nel Comune di Barlassina (prov. Milano), abitanti 5.808, si è proceduto ad una raccolta mista: porta a porta per la frazione che va in discarica, l’organico alimentare e la carta; con i contenitori stradali per la plastica e per il vetro ed i metalli. La percentuale è stata del 54%. |
| A Palagianello, abitanti 8.000, nel 2003, la raccolta è stata fatta tutta con il sistema porta a porta con un rendimento nel primo mese del 78%. |
| NESSUN SEGRETO PER UN BUON RISULTATO: |
| · Attiva partecipazione e collaborazione dei cittadini, coinvolta con una capillare campagna di sensibilizzazione e all’introduzione del sistema della raccolta porta a porta. |
| · Totale eliminazione dei cassonetti stradali. |
| · La raccolta della frazione organica con frequenza di tre volte la settimana durante tutto l’arco dell’anno. |
| · Settimanale la frequenza della raccolta della carta e multimateriale (plastica lattine, vetro). |
| · Bisettimanale il ritiro del sacco del materiale indifferenziato. |
| · Gli ingombranti, una volta la settimana, sono ritirati su prenotazione telefonica. |
| · Una piattaforma ecologica, o ecocentro comunale che consente a tutti i cittadini di conferire direttamente, tutte le tipologie di materiale recuperabile, compresi i RUP (rifiuti urbani pericolosi), ponendo in questo modo le basi per l’applicazione della nuova tariffa dei rifiuti, che prevede agevolazioni economiche per quei cittadini che più si adoperano per la raccolta differenziata dei rifiuti. |
| Il problema di un’educazione alla sostenibilità ambientale. |
| Bisogna capire che l’utenza cittadina è un insieme di persone e di comportamenti che non possono essere affrontati in modo uguale. La comunicazione ambientale non è pubblicità che si rivolge a tutti. |
| Occorre sapere che c’è un 10% di persone MOLTO DEMOTIVATO, per niente disponibile, molto difficile da persuadere per le quali occorrerà puntare a MOTIVAZIONI ECONOMICHE sistemi repressivi (multe). |
| Poi c’è un 30% di persone POCO SENSIBILE e scarsamente motivato, restio a cambiare idea ed a cambiare abitudini, specialmente se comportano maggiori difficoltà. Sono i pigri per le quali occorrerà puntare SOLO a MOTIVAZIONI ECONOMICHE con incentivi e disincentivi economici a livello personale. In tutte le società, urbane e non, esiste una maggioranza silenziosa che è possibile svegliare. |
| Difatti esiste un 50% di persone FACILMENTE CONVINCIBILE, perché fondamentalmente disinformato ma disponibile a cambiare se serve a qualcosa. Per le quali varranno MOTIVAZIONI AMBIENTALI economiche, personali e sociali. |
| Infine c’è un 10 % di MOLTO SENSIBILE e motivato, in genere già inserito in associazioni tematiche, per le quali varranno MOTIVAZIONI AMBIENTALI ed idealiste ed è possibile trovare quali alleati di un progetto di cambiamento. |
| Vi sono diverse iniziative che servono a modificare i comportamenti facendo aumentare il senso civico e che sono state elaborate dall’Achabgroup srl che è una rete nazionale di educazione ambientale. |
| La campagna "Capitan Eco" si propone come intervento forte di promozione delle isole ecologiche con l'obiettivo di coinvolgere le scuole, gli alunni e gli adulti in un gioco che premia le classi che dimostreranno di avere promosso maggiormente la raccolta differenziata. |
| Il progetto prevede di fornire ad ogni classe un salvadanaio in coccio. Gli alunni sono impegnati in una gara il cui fine sarà raccogliere il maggior numero possibile di monete da introdurre nel salvadanaio. Le monete, sono disponibili presso le isole ecologiche e sono consegnate agli adulti per ogni conferimento di materiali riciclabili. Gli alunni svolgeranno quindi un’azione d’informazione, coinvolgimento e stimolo verso i loro parenti o conoscenti che saranno incentivati a conferire i rifiuti differenziati presso l'isola stessa. Le classi che alla fine del concorso avranno promosso più attivamente la raccolta differenziata risulteranno perciò aver raccolto più monete. Per il loro impegno, esse riceveranno quindi un premio in materiale didattico o in denaro, messo in palio grazie a sponsorizzazioni. |
| Pertanto, obiettivo del concorso è coinvolgere i bambini, educarli al valore positivo dei materiali e in sostanza motivarli a svolgere un'azione fondamentale di stimolo verso gli adulti. Al termine dell'iniziativa, è realizzata una festa con le classi elementari, in occasione della quale Capitan Eco proclama le classi vincitrici e consegna loro i premi. |
| Un’esperienza simile ad Avellino ha spostato la raccolta differenziata dal 12 al 47%. |
| Una altra esperienza è quella degli eco-volontari. |
| Obiettivo del progetto è l’organizzazione di una rete di ecovolontari distribuita sul territorio attiva e coinvolta sul tema della gestione dei rifiuti urbani e sul conseguimento degli obiettivi di incremento delle raccolte differenziate. Il dimensionamento del progetto è per un bacino ideale di 100.000 abitanti costituito da alcune circoscrizioni. |
| L’adesione dei cittadini ai servizi finalizzati al recupero e riutilizzo delle materie scartate è strettamente connessa, oltre alla tipologia e organizzazione dei servizi stessi, al livello di consapevolezza del problema ambientale e all’informazione di merito sulle modalità con cui i materiali possono essere conferiti ai cicli di recupero. |
| La rete di ecovolontari ha i seguenti obiettivi da perseguire: |
| · Monitorare la qualità dei servizi attivi sul territorio. Il potenziamento delle raccolte differenziate deve contare su un livello certo d’erogazione dei servizi, il monitoraggio e il controllo capillare sono il primo passaggio per lavorare sulla qualità dei servizi stessi. |
| · Diffondere informazioni e sensibilizzare sui temi ambientali. La creazione di una cultura locale radicata sulle modalità di trattamento dei materiali di scarto richiede diversi livelli di intervento. Il rapporto diretto tra ecovolontario e territorio, tra persona radicata e il suo mondo di relazioni (amici, parenti, associazionismo, parrocchia, partito, hobby,…) è la forma più incisiva per trasferire informazioni e fare cultura. |
| · Costruire una rete di relazioni che permette di ricevere e trasmettere informazioni utilizzando anche le nuove tecnologie e Internet. |
| · Partecipare ad iniziative di diffusione delle informazioni (supporto alle serate pubbliche, punti informativi nelle piazze, distribuzione materiale e volantini, rapporti con attività commerciali e associazioni) |
| · Adozione di una parte definita di territorio. |
| · Organizzazione di progetti specifici, ad esempio in rapporto con i servizi sociali attività di supporto agli anziani per la raccolta differenziata. |
| Insomma esperienze che portano ad arricchire ed aumentare il senso civico in modo determinante. |
| Vorrei concludere con un brano tratto dal libro. “il mondo dei rifiuti” edito Feltrinelli che invito tutti a leggere di Guido Viale. |
| Per noi umani smaltire i rifiuti significa pertanto sottoporli a un trattamento che permetta loro di confondersi con gli elementi costitutivi della nostra immagine del mondo ……ma il fatto è che i prodotti della moderna tecnologia si ribellano alle esequie che gli operatori dello smaltimento hanno predisposto per loro …..i rifiuti solidi urbani seppelliti nelle moderne discariche, infatti, non diventano humus, cioè non ritornano terra; e lo diventano tanto meno quanto più la loro composizione riflette uno stile di vita e un modello di consumo moderni, dominati dall'uso di prodotti confezionati, di articoli usa e getta, di plastiche, di circuiti elettronici, di additivi e detergenti chimici. |