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"LA QUESTIONE AMBIENTALE A TARANTO:
ARIA, ACQUA E SUOLO"


ARIA
VIVERE SOTTO LE POLVERI MINERALI:
LA STORIA E L'ESPERIENZA DEL COMITATO TAMBURI


Relatore: SIG. CITO
(Comitato cittadino permanente per l'ambiente di Taranto)


Ringrazio gli organizzatori di questo convegno che mi danno la possibilità di portare il modesto contributo del Comitato cittadino permanente per l'ambiente, sito al quartiere Tamburi.
Una fetta di Taranto che da anni vive adiacente alla zona industriale della città; una zona che da oltre 40 anni regola la vita sociale, economica e finanziaria di Taranto, ma anche l'inesorabile negatività di inquinamento ambientale, per il quale purtroppo, quasi ogni famiglia tarantina, ha pagato e paga a prezzo elevato!!!
Qui esiste, oltre alle problematiche inquinanti di suolo e acqua, una grave situazione di inquinamento atmosferico dovuto alle dimensioni dei complessi industriali che scaricano nell'aria tonnellate di agenti inquinanti. Mi riferisco all'Ilva, Cementir e Agip, tra le quali chiaramente l'Ilva gioca un ruolo predominante, viste le spropositate emissioni fatte da quest'ultima.
 
Un esempio per averne una parvenza:
Ilva biossido di zolfo: 109000 TA/A
  biossido di azoto: 36.297 TA/A
  biossido di carbonio: 562000 TA/A
Cementir biossido di zolfo: 275 TA/A
  biossido di azoto: 2000 TA/A
  biossido di carbonio: N.D.
Agip biossido di zolfo: 9846 TA/A
  biossido di azoto: 1896 TA/A
  biossido di carbonio: N.D.
 
Infine le polveri sospese con un totale di 18827 TA/A per quanto riguarda l'Ilva. 542 TA/A Cementir, 425 TA/A per quanto riguarda l'Agip.
Per cui si può immaginare cosa si abbatte sul nostro territorio cittadino, in modo particolare sul quartiere Tamburi.
Un fenomeno derivante dalle lavorazioni per la preparazione degli agglomerati e dalla loro movimentazione, dai parchi di stoccaggio dei prodotti, da operazioni nelle zone di travaso (pontile e pensiline), una concentrazione massima di agenti negativi inquinanti che cadono in periferia di Taranto, nel quartiere Tamburi.
Una movimentazione di 19 milioni e 600000 tonnellate all'anno di minerale e carbone, che incidono fortemente sullo svolgimento della normale vita dei cittadini.
Infatti, non è un paradosso che le polveri sedimentali, rilevate nel quartiere Tamburi, con alta densità abitativa, risultano maggiori di quelle rilevate all'interno di una zona industriale quale quella del parco minerale e del cementificio (Cementir).
Questo con una concentrazione IPA, che supera di gran lunga il valore "guida" indicato come media annuale nel D.M. del 25/11/94.Valori rilevati nel 1999 in merito alla qualità dell'aria confermano che le zone maggiormanete colpite dall'inquinamento atmosferico sono il rione Tamburi, porta Napoli e zona Croce.
Questo dato viene confermato nel 2000.
Successivamente siamo a livelli di valore che superano di molto la soglia consentita.
Questo non solo ai Tamburi dove abbiamo, nel periodo estivo, in particolare, un valore del PM10 di 67 mg/m cubo; a fronte dei 40 mg/m cubo di limite annuale.
Ma anche al quartiere Paolo VI, certamente non vicino come i Tamburi, i valori del PM 10 superano di 1,5 volte il valore dei 40 mg/m cubo.
Per cui si capisce come il problema della qualità dell'aria sia fortemente compromesso.
A fronte di quanto detto, le coscienze di questa città e in modo particolare del quartiere Tamburi, hanno maturato sulla propria pelle le esperienze sfociate in una comune condivisione dell'impegno per combattere tale negativo fenomeno, che ha portato lutti e drammi in innumerevoli nuclei familiari.
Quindi formazioni di associazioni, comitati e rappresentanti sociali, nonchè la società civile, sempre attenta a questi impegni che nel tempo hanno contribuito a porre al centro dell'attenzione, con assemblee pubbliche, convegni, volantinaggi informativi, partecipazioni a dibattiti televisivi e soprattutto manifestazioni nel quartiere di migliaia di persone.
Il problema ambientale. Un problema grosso, difficile, ma non insuperabile, un problema che può essere affrontato solo se ci sono le reali volontà politiche, tecniche ed imprenditoriali, viste le ingenti risorse che l'impegno di tale trittico deve essere in grado mettere in campo.
Risorse ed idee che, si badi, non sono un regalo o un favore a questa città, ma un dovere e rispetto che a Taranto si deve visto che noi il nostro contributo e risorse le abbiamo già messe in campo da molto!
Quali sono? Morti per neoplasie a Taranto: 445 nel 1991, 455 nel 92, 431 nel 93, 487 nel 94, 478 nel 95,495 nel 96,497 nel 97, 511 nel 98.
Come possiamo notare, una crescente anomalia che chiaramente non si arresta,ma continua ancora a crescere in questi ultimi anni.
Noi come comitato cittadino permanente per l'ambiente cerchiamo di essere parte attiva in questa partita, informando la gente, pulendo i sottotetti degli stabili del quartiere Tamburi, a scopo dimostrativo, colmi di tonnellate di minerale, raccogliendo firme, attraverso petizioni, di cui 5000 sono state cosegnate prima al presidente Rana, successivamente al presidente Fitto, con le quali si chiedeva il sotterramento o la copertura del parco minerale adiacente il quartiere. Una negatività che imbratta, sporca e corrode con la sua azione devastante immobili, oggetti, arredamenti e soprattutto la salute delle persone, in modo particolare dei bambini e delle donne.
Donne arrabbiate ed esaurite, perchè ogni giorno vedono vanificato il loro lavoro casalingo che costa fatica e soldi rispetto ad altri ambiti normali, per mantenere il decoro di una normale ed accolgiente abitazione a Taranto, ma questo ai Tamburi non è possibile!
E devo dire che fino ad ora nulla o quasi è stato fatto da chi di dovere per limitare tutto questo.
Riva continua imperterrito a fare il bello e il cattivo tempo, le istituzioni parlano, parlano e ancora parlano.
I cittadini aspettano, aspettano e muoiono!
Qui bisogna darsi una regolata, a partire dal governo nazionale che deve imporre il rispetto delle normative esistenti e le BAT da emanare ancora.
Dirottare su Taranto (zona ad alto rischio ambientale) finanziamenti attinenti a tali problemi.
Un impegno serio e fattibile di regione, provincia e comune che sino ad ora hanno perso solo tempo!
Un impegno da parte della proprietà, a rispetto delle norme di sicurezza: applicazioni delle pratiche operative impiantistiche, manutenzione efficiente e programmata degli impianti (molti ormai obsoleti), tutte cose che occorrono per il miglior funzionamento degli impianti e per la riduzione degli indici inquinanti.
Su questo credo che anche l'azione del sindacato, come ha sempre fatto, risulterà proficua, utile e determinante a far prendere coscienza di questo annoso problema.
Gli stessi lavoratori che in primis pagano un personale e negativo contributo per la crescita dei profitti annuali di Riva, che purtroppo non coincidono con quelli sociali della nostra città!

 

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