Sentiero degli Artisti e dei Poeti della Magna Grecia

 
Pagina principale La cronaca del sopralluogo Il servizio di
"Striscia la Notizia"
L'Esposto Ufficiale di TarantoViva Rassegna Stampa

 

CRONACA DEL SOPRALLUOGO DEL 2 APRILE 2004
(a cura di Gianluca Lombardi)

(per vedere le fotografie cliccare sui link in verde riportati nel testo)

 

Sono partito alle 16,50 da via dei Girasoli accanto al Park Tennis di Lama, lì dove c'è il primo cartello (vicino all'ex ristorante "Il Buco" per capirci) (FOTO 1 e FOTO 2). Dal cartello che annunciava il Sentiero, sino alla prima avvisaglia di mare, ho dovuto percorrere ben 7 minuti d'auto tra lavastoviglie, frigoriferi e calcinacci disseminati lungo la strada asfaltata (male) andando a naso verso il mare. Difatti, oltre alla sporcizia, mancavano cartelli, indicazioni e, notavo, non c'erano pali per l'illuminazione notturna... Ho incontrato delle persone alle quali ho chiesto dove fosse il Sentiero... sguardi stupefatti e interrogativi "U' Sendiére? Quidd d'u' cartelle c'a stè suse? Boh... Accuà adda essere..., ve vide abbasce a mare...". La questione è che in realtà NON ESISTE ALCUN PERCORSO DEFINITO. I cartelli sono una bufala. C'è strada asfaltata, ciottolato, schifo, sporco, rifiuti solidi, amianto (eternit), ville abusive a ridosso del mare, ma NULLA, ripeto, NULLA che lasci intendere di trovarsi finalmente lungo il fantomatico Sentiero (FOTO 3).

Comunque, mentre scattavo foto, ho proseguito lungo la strada che costeggiava la scogliera deturpata da colate di cemento, immondizia, chiazze di schiuma bianca (olio) a pelo d'acqua etc. alla ricerca di un segno (FOTO 4).

Sono arrivato (sempre percorrendo via dei Girasoli) al termine della discesa di quello che è meglio conosciuto come “curvone di Lama” (FOTO 5). Mi preme segnalarvi la presenza di tantissimi randagi e per ben DUE volte sono dovuto letteralmente correre a nascondermi in macchina perché inseguito da tre o quattro di loro, e non sto assolutamente scherzando.

Inoltre, dal molo delle barche che c'è lì (quello contestato dall'Associazione TreTerre a causa delle colate di cemento sugli scogli per far scendere meglio le barche) (FOTO 6) e proseguendo NON ESISTE ALCUN MODO PER POTERE ACCEDERE ALLA SCOGLIERA SE NON SCAVALCANDO I MURETTI DELLE VILLE ABUSIVE E MAI TERMINATE CHE SONO A RIDOSSO DEL MARE. Alla faccia del percorso pedonale e ciclabile...

Comunque, in un punto il muretto era basso per cui tra bidoni, mattoni, goldoni e amenità varie ho scavalcato e sono andato verso il mare (FOTO 7). Lì ho trovato il primo gatto sbranato.

C'erano dei pescatori e la scogliera era comunque meravigliosa (FOTO 8), piena zeppa di vegetazione spontanea, violette, margherite etc. Si sentiva un profumo di mare da far venire i brividi (chi vive fuori Taranto e non fuma lo sente meglio perché il naso ha perso l'abitudine a quell'odore inconfondibile) e per un momento ho sognato che intorno a me fossero sparite le brutture e le infamie che avevo sino a lì visto. Di nuovo cani che ringhiavano (ho visto dei cuccioli, quindi ho capito il perché tutta questa aggressività).

In questo posto ho notato delle piante sparse qua e là lungo un sentierino pieno di orme di cani nel fango (vi ricordo che ha piovuto per i tre giorni precedenti). Queste piante secondo me non erano spontanee perché completamente diverse dalle altre ed inoltre erano ad alto fusto e mezze cresciute... immagino che quelli fossero dei reperti del defunto paleosentiero (FOTO 9 e FOTO 10).

Sono tornato alla macchina e sono andato in via Mughetto dove c'è un altro cartello che segnala il sentiero (FOTO 11 e FOTO 12).

Una volta arrivato giù ho notato (oltre alla immancabile spazzatura di ogni genere) dei cartelli che annunciavano pericoli di crolli della scogliera, con conseguente divieto di sosta, passeggio, pesca e balneazione (FOTO 13). Difatti si vedeva chiaramente il muro di cinta di una villa abusiva al di sopra di una parte di scoglio eroso e molto prossimo al crollo (la Natura vuole riprendersi i suoi spazi e ci prova in ogni modo) (FOTO 14 e FOTO 15). Anche qui pescatori e gente che faceva jogging tranquilla e incurante dei pericoli e della spazzatura.

Volevo comunque aggirare la zona a rischio e proseguire lungo il Sentiero e l’unico modo per poterlo fare era risalire su via Lama e scendere dall’altra parte, dal cosiddetto “Cancello Rosso” accanto al Tidy Market all’incrocio con la Circonvallazione dei Fiori (FOTO 16).

Una volta giù ho trovato molti altri cartelli che annunciavano il pericolo di crollo (FOTO 17), ma comunque c’era gente che pescava.

Anche qui ho trovato le immancabili colate di cemento sugli scogli per permettere ai sederi delle vacche grasse tarantine di posarsi su una piattaforma piana e non rugosa (FOTO 18), oltre che calcinacci, goldoni, buste del McDonald… (FOTO 19)

Ma non finisce qui. Alcuni brutti ceffi mi hanno avvicinato e mi hanno chiesto brutalmente che “cazz ste fasce cu quedda machina fotografica?”. Io ho provato molto gentilmente a spiegare del Sentiero, dell’iniziativa di tenere pulite le coste etc. “Ma ci cazz te canosce? Ma ci si ttu? Mo’, vattinne… Auandale a quidd, ohe’, u scuppiate” etc. etc. etc. dio perdonali perché non sano quello che fanno…

Dopo ciò ho continuato incurante la mia gita. Ho notato con grande dispiacere che una villa abusiva bloccava completamente qualsiasi accesso alla zona pericolante di prima perché il suo muro era praticamente a due metri dall’acqua e la vegetazione tra il muro e il mare era altissima e impediva di proseguire (FOTO 20). Incurante sono entrato lo stesso nella giungla (poveri i miei pantaloni ricolmi di fango) (FOTO 21), dove ho trovato altri mici morti (FOTO 22), cemento sugli scogli (FOTO 23), nessuna traccia di sentiero e la zona che sta crollando (FOTO 24 e FOTO 25).

Che dire alla fine? Col morale a terra per quello che avevo visto me ne sono tornato alla macchina e di lì poi a casa... Altro che Sentiero! Lì va tutto chiuso e recintato, demolite le ville, ripristinata la scogliera e rifatta la viabilità… tempo stimato: non meno di 8 o 9 anni di lavoro a regime.