Sono partito
alle 16,50 da via dei Girasoli accanto al Park Tennis di Lama, lì dove c'è il primo
cartello (vicino all'ex ristorante "Il Buco" per capirci) (FOTO 1 e FOTO 2). Dal
cartello che annunciava il Sentiero, sino alla prima avvisaglia di mare, ho dovuto
percorrere ben 7 minuti d'auto tra lavastoviglie, frigoriferi e calcinacci disseminati
lungo la strada asfaltata (male) andando a naso verso il mare. Difatti, oltre alla
sporcizia, mancavano cartelli, indicazioni e, notavo, non c'erano pali per l'illuminazione
notturna... Ho incontrato delle persone alle quali ho chiesto dove fosse il Sentiero...
sguardi stupefatti e interrogativi "U' Sendiére? Quidd d'u' cartelle c'a stè suse?
Boh... Accuà adda essere..., ve vide abbasce a mare...". La questione è che in
realtà NON ESISTE ALCUN PERCORSO DEFINITO. I cartelli sono una bufala. C'è strada
asfaltata, ciottolato, schifo, sporco, rifiuti solidi, amianto (eternit), ville abusive a
ridosso del mare, ma NULLA, ripeto, NULLA che lasci intendere di trovarsi finalmente lungo
il fantomatico Sentiero (FOTO 3).
Comunque, mentre scattavo foto, ho proseguito lungo la strada che costeggiava la scogliera
deturpata da colate di cemento, immondizia, chiazze di schiuma bianca (olio) a pelo
d'acqua etc. alla ricerca di un segno (FOTO 4).
Sono arrivato (sempre percorrendo via dei Girasoli) al termine della discesa di quello che
è meglio conosciuto come curvone di Lama (FOTO 5). Mi
preme segnalarvi la presenza di tantissimi randagi e per ben DUE volte sono dovuto
letteralmente correre a nascondermi in macchina perché inseguito da tre o quattro di
loro, e non sto assolutamente scherzando.
Inoltre, dal molo delle barche che c'è lì (quello contestato dall'Associazione TreTerre
a causa delle colate di cemento sugli scogli per far scendere meglio le barche) (FOTO 6) e proseguendo NON ESISTE ALCUN MODO PER POTERE ACCEDERE ALLA
SCOGLIERA SE NON SCAVALCANDO I MURETTI DELLE VILLE ABUSIVE E MAI TERMINATE CHE SONO A
RIDOSSO DEL MARE. Alla faccia del percorso pedonale e ciclabile...
Comunque, in un punto il muretto era basso per cui tra bidoni, mattoni, goldoni e amenità
varie ho scavalcato e sono andato verso il mare (FOTO 7). Lì ho
trovato il primo gatto sbranato.
C'erano dei pescatori e la scogliera era comunque meravigliosa (FOTO 8),
piena zeppa di vegetazione spontanea, violette, margherite etc. Si sentiva un profumo di
mare da far venire i brividi (chi vive fuori Taranto e non fuma lo sente meglio perché il
naso ha perso l'abitudine a quell'odore inconfondibile) e per un momento ho sognato che
intorno a me fossero sparite le brutture e le infamie che avevo sino a lì visto. Di nuovo
cani che ringhiavano (ho visto dei cuccioli, quindi ho capito il perché tutta questa
aggressività).
In questo posto ho notato delle piante sparse qua e là lungo un sentierino pieno di orme
di cani nel fango (vi ricordo che ha piovuto per i tre giorni precedenti). Queste piante
secondo me non erano spontanee perché completamente diverse dalle altre ed inoltre erano
ad alto fusto e mezze cresciute... immagino che quelli fossero dei reperti del defunto
paleosentiero (FOTO 9 e FOTO 10).
Sono tornato alla macchina e sono andato in via Mughetto dove c'è un altro cartello che
segnala il sentiero (FOTO 11 e FOTO 12).
Una volta arrivato giù ho notato (oltre alla immancabile spazzatura di ogni genere) dei
cartelli che annunciavano pericoli di crolli della scogliera, con conseguente divieto di
sosta, passeggio, pesca e balneazione (FOTO 13). Difatti si vedeva
chiaramente il muro di cinta di una villa abusiva al di sopra di una parte di scoglio
eroso e molto prossimo al crollo (la Natura vuole riprendersi i suoi spazi e ci prova in
ogni modo) (FOTO 14 e FOTO 15). Anche qui
pescatori e gente che faceva jogging tranquilla e incurante dei pericoli e della
spazzatura.
Volevo comunque aggirare la zona a rischio e proseguire lungo il Sentiero e lunico
modo per poterlo fare era risalire su via Lama e scendere dallaltra parte, dal
cosiddetto Cancello Rosso accanto al Tidy Market allincrocio con la
Circonvallazione dei Fiori (FOTO 16).
Una volta giù ho trovato molti altri cartelli che annunciavano il pericolo di crollo (FOTO 17), ma comunque cera gente che pescava.
Anche qui ho trovato le immancabili colate di cemento sugli scogli per permettere ai
sederi delle vacche grasse tarantine di posarsi su una piattaforma piana e non rugosa (FOTO 18), oltre che calcinacci, goldoni, buste del McDonald
(FOTO 19)
Ma non finisce qui. Alcuni brutti ceffi mi hanno avvicinato e mi hanno chiesto brutalmente
che cazz ste fasce cu quedda machina fotografica?. Io ho provato molto
gentilmente a spiegare del Sentiero, delliniziativa di tenere pulite le coste etc.
Ma ci cazz te canosce? Ma ci si ttu? Mo, vattinne
Auandale a quidd,
ohe, u scuppiate etc. etc. etc. dio perdonali perché non sano quello che
fanno
Dopo ciò ho continuato incurante la mia gita. Ho notato con grande dispiacere che una
villa abusiva bloccava completamente qualsiasi accesso alla zona pericolante di prima
perché il suo muro era praticamente a due metri dallacqua e la vegetazione tra il
muro e il mare era altissima e impediva di proseguire (FOTO 20).
Incurante sono entrato lo stesso nella giungla (poveri i miei pantaloni ricolmi di fango)
(FOTO 21), dove ho trovato altri mici morti (FOTO
22), cemento sugli scogli (FOTO 23), nessuna traccia di sentiero
e la zona che sta crollando (FOTO 24 e FOTO 25).
Che dire alla fine? Col morale a terra per quello che avevo visto me ne sono tornato alla
macchina e di lì poi a casa... Altro che Sentiero! Lì va tutto chiuso e recintato,
demolite le ville, ripristinata la scogliera e rifatta la viabilità
tempo stimato:
non meno di 8 o 9 anni di lavoro a regime. |